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Imu nei terreni agricoli montani, il consiglio regionale chiede la sospensione

Mucche al pascolo e alpeggio

All’unanimità il Consiglio regionale chiede la sospensione per il 2014 dell’attuazione del decreto ministeriale sull’esenzione Imu per i terreni agricoli in zone montane e collinari e l’apertura di un tavolo di concertazione con gli enti locali sulle modalità applicative.

Nella mozione approvata dall’assemblea toscana si rileva che, con i nuovi criteri introdotti dal decreto, soltanto 1588 comuni rispetto ai 3524 attuali fruiranno dell’esenzione totale (altitudine sopra i 600 metri), mentre 2568 avranno un’esenzione parziale, limitata ai soli coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (altitudine tra 281 e 600 metri). I restanti 3912 comuni (altitudine fino a 280 metri) dovranno invece pagare tutta l’imposta sui terreni relativa al 2014 entro il 16 dicembre. Sono esenti dall’Imu solo i terreni ad immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile ed inusucapibile.

Il Consiglio ritiene che non si possa introdurre una nuova tassazione per i comuni finora esenti con un così ristretto margine di tempo, anche alla luce delle attuali difficoltà del mondo agricolo. L’altitudine, inoltre, non può essere il solo elemento di selezione, perché ci sono altri fattori, come il deficit infrastrutturale e la densità di popolazione, che sono risconosciuti anche a livello europeo.

LA NOTA DEL GRUPPO FORZA ITALIA

«Il decreto del Ministro Padoan del primo dicembre, a valere sul 2014, per il recupero dell’Imu sui terreni agricoli montani, è ingiusto e sbagliato. E’ necessario intervenire immediatamente per rinviare ogni decisione in merito e semmai demandare ad un apposito tavolo la revisione dei parametri per l’applicazione dell’Imu agricola».

Così ilconsigliere regionale di Forza Italia Claudio Marignani in merito alla misura approntata dal Governo Renzi, contro cui si è espresso oggi il Consiglio regionale con una mozione proposta da Forza Italia.

«Questa misura non tiene conto di quanto previsto dalla Costituzione e dallo Statuto del contribuente e modifica in modo grossolano e frettoloso la qualificazione di molti comuni montani, con impatto negativo che ovviamente va a penalizzare ulteriormente tantissimi cittadini, già tartassati dai Governi Monti-Letta e Renzi. Per questo, con i colleghi di Forza Italia, abbiamo presentato sul tema una mozione, sottoscritta da tutti i gruppi consiliari che, riprendendo le posizioni di moltissimi enti locali, è stata approvata all'unanimità», spiega il consigliere azzurro.

«Applicare l’Imu come vorrebbe il nuovo decreto sarebbe una beffa ed una plateale vergogna. Alla palese ingiustizia di una scelta scellerata, che mortifica quanti ancora “resistono” abitando in comuni montani, incentivandone di fatto lo spopolamento, si aggiunge infatti la grave circostanza che si sia previsto che i nuovi pagamenti dovrebbero essere effettuti entro il 16 dicembre, cioè ben prima del sessantesimo giorno dalla data della entrata in vigore della norma. Per decenza, oltre che per giustizia - conclude Marignani - abbiamo chiesto che si sospenda il provvedimento e, se c'è intenzione di rivedere la normativa di riferimento - si apra un tavolo serio che possa discuterne e decidere almeno con un po' di buon senso».

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