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Richiami vivi, Romanelli (Sel): “Una barbarie che rischia di costare molto agli italiani”.

caccia

“Questa volta la Commissione europea è stata chiarissima con l'Italia: o sarà applicato lo stop definitivo alle catture di richiami vivi entro due mesi o ci sarà il processo in Corte di Giustizia” - commenta il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia e Libertà Mauro Romanelli.

“Già a giugno SEL in Parlamento, durante la discussione sulla legge europea 2013-bis, aveva proposto l’abolizione della cattura e dell’utilizzo degli uccelli selvatici come richiami vivi, trovando purtroppo l’opposizione del Governo, che ignorava così deliberatamente la procedura d’infrazione avviata dalla UE per le gravi violazioni riguardo al rispetto delle politiche di protezione della vita selvatica e degli ambienti naturali”.

“Ora mi auguro che finalmente la Regione Toscana, dove, negli ultimi anni, col prezioso aiuto delle associazioni animaliste e ambientaliste, siamo almeno riusciti a bloccare l’odiosa tradizione delle leggine ad hoc incostituzionali, rimedi alle scelte sbagliate del passato e sia in prima fila nel chiedere al Governo di abolire questa pratica”. “Sul tema ho presentato oggi una mozione che mi auguro il Consiglio Regionale, abbandonando una volta tanto le simpatie per le lobbies venatorie, voterà a larga maggioranza, evitando ai cittadini toscani e italiani di pagare di tasca propria per delle pratiche cruente e medievali” - conclude Romanelli.

La mozione:

Il Consiglio Regionale della Toscana

Ricordato che la Commissione europea ha trasmesso all'Italia il parere motivato sulla procedura d’infrazione n. 2006/2014 sui richiami vivi, attivata lo scorso febbraio per violazione degli articoli 7 e 9 della direttiva Uccelli;

Ricordato che con tale parere, che è l'ultimo atto prima del deferimento di uno Stato membro alla Corte di Giustizia, all'Italia sono concessi due mesi di tempo per porre fine concretamente a ogni forma di cattura di uccelli selvatici finalizzata a farne richiami vivi per la caccia, pena il processo innanzi alla Corte di Giustizia e la condanna;

Ricordato che la Commissione europea ha puntualizzato che la deroga è un provvedimento eccezionale adottato secondo una precisa e puntuale analisi dei presupposti, a condizioni rigide e che il fatto che l'impiego delle reti per la cattura di uccelli da utilizzare come richiami sia avvenuto per più di quindici anni contraddice i fini e le ragioni per i quali i poteri derogatori sono stati eccezionalmente previsti nella normativa;

Ricordato che la Commissione ha anche specificato quindi che l'istituto della deroga non può consentire una ripetizione periodica, con cadenza stagionale, tanto da essere diventato un regime di cattura permanente;

Considerato che l’utilizzo dei cosiddetti “richiami vivi”, uccelli tenuti per tutta la vita in gabbia e utilizzati come “esche” per far avvicinare e catturare altri uccelli, appare a prescindere una pratica desueta, violenta e culturalmente non tollerabile;

Impegna la Giunta

Ad attivarsi presso il Governo per immediata abolizione di ogni forma di utilizzo di richiami vivi nell’attività venatoria.

Fonte: Ufficio Stampa

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