La seduta solenne del Consiglio regionale apre le celebrazioni nel giorno della Festa della Toscana. Palazzo aperto ai cittadini con manifestazioni culturali, consegna dei Gonfaloni d’argento, premiazioni dello scrittore toscano dell’anno. Il tutto accompagnato da musica, folklore, mostre, visite guidate e degustazioni. Sul tema “Guardare oltre”, la Festa della Toscana 2014, invita i cittadini alla partecipazione attiva per superare le difficoltà e andare avanti in una giornata in cui i palazzi ospiteranno tante iniziative per invitare i cittadini ad avvicinarsi alle istituzioni.
Torna, infatti, il consueto appuntamento con l’apertura dei palazzi consiliari ai visitatori, promosso dall’assemblea legislativa toscana. Fino alle 21, le sedi del Consiglio regionale rimarranno aperte.
Ad aprire la giornata, nell’aula consiliare di palazzo Panciatichi, è stata la seduta solenne del Consiglio regionale “Guardare oltre: la difesa civica, valore europeo. A quarant’anni dall’istituzione del difensore civico regionale, uno sguardo alla tutela dei diritti dei cittadini in Europa”.
Hanno aperto la seduta il presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci e il presidente della regione Enrico Rossi, a seguire gli interventi del difensore civico della Toscana Lucia Franchini e Nikiforos Diamandouros, ombudsman dell’Unione europea 2003-2013.
A seguire, alle 11.30 in sala Gonfalone (via Cavour, 4), sarà conferito il Gonfalone d’argento all’Arma dei Carabinieri nel duecentesimo anniversario dell’Arma e alla memoria di Giuseppe di Girolamo, musicista rimasto ucciso durante il naufragio della Costa Concordia.
Alle 12 nella sala delle Feste (via Cavour, 18) torna il consueto appuntamento con la premiazione dello scrittore toscano dell’anno, organizzato dall’associazione Fiera del libro toscano del comune di San Miniato.
Un’iniziativa ludico-culturale alle 10.30 con la partenza del safari d’arte-caccia al tesoro “Dante ieri, oggi e domani”, organizzato dalla società Dante Alighieri.
Molti poi gli eventi musicali dalle melodie classiche alla tradizione popolare fiorentina: alle 10.30 in auditorium (via Cavour, 4) ha luogo il concerto dell’orchestra giovanile di Firenze diretta da Janet Zadow; nel pomeriggio alle 15.30 nella sala delle Feste (via Cavour, 18) il gruppo Vocaloca si esibisce in concerto e nell’occasione viene presentata l’associazione OutOF Music. Le note di Giuseppe Fricelli al pianoforte e la voce recitante di Annamaria Sanetti renderanno omaggio ad Alfredo Bianchini, poliedrico artista fiorentino che ha riscoperto e proposto la ricca tradizione popolare toscana sia musicale che poetica, l’appuntamento è alle 16 in auditorium.
Alle 17, invece, in sala Gonfalone, con la performance del trio Sorelle ‘900, Lisa Kant, Cleopatra Monco e Carol Bandini, il ricordo va ad Odoardo Spadaro, uno dei più famosi chansonnier fiorentini, nato in Santo Spirito e conosciuto in tutto il mondo. A chiudere gli eventi musicali alle 19.30 sarà il concerto della banda dei carabinieri.
Teatro e cinema: alle 17.30 in sala Giglio (via Cavour, 4) andrà in scena “Serata con tè al gusto d’amore”, uno spettacolo happening con il pubblico, curato dall’associazione centro di teatro internazionale; alle 18, invece, nella sala delle Feste, sarà proiettato il documentario “Around Europe” con la regia di Antonio Castaldo.
Non potevano mancare le degustazioni e il folklore. Nel pomeriggio dalle 16.30 assaggi di prodotti tipici e artigianali toscani, dai salumi della macelleria Alberto di Arezzo, ai formaggi del Mastrocaciaio di Firenze ai pani dei forni Pandemonio di Impruneta, Giuntini di Quarrata e Forno Top di Firenze e per finire la cioccolata, calda, fredda e al peperoncino di Mugellini e Vitali.
Alle 17, si esibiscono gli sbandieratori di San Pietro, contrada Alfiere di Bagno a Ripoli, con i loro giochi folkloristici, nei cortili interni di palazzo Covoni-Panciatichi e Bastogi.
Per chi desidera conoscere la storia dei palazzi saranno disponibili visite gratuite guidate, in italiano e inglese, a Panciatichi, Covoni-Capponi e Bastogi alle 14.30, 16, 17.30 con prenotazione e punto di incontro alla portineria di via Cavour 4. Si potranno visitare anche la mostra pittorica “DonnArchitettura” di Franca Pisani a palazzo Covoni-Panciatichi e quella fotografica “Paper view” di Giorgio Perini, curata da Mauro Lovi.
Infine, spazio alla solidarietà, sarà presente uno stand dell’Avis nel cortile di via Cavour 4 e al primo piano di palazzo Panciatichi.
Il presidente Alberto Monaci apre la seduta
Il tema della Festa della Toscana 2014, “Guardare oltre”, Alberto Monaci lo declina cominciando dal presente, e segnatamente dalla difesa di “un’istituzione rappresentativa e democraticamente eletta con suffragio universale che si vorrebbe prima marginalizzare, poi sicuramente superare”. Il presidente del Consiglio regionale, che apre con il suo intervento la seduta solenne per la tradizionale ricorrenza, guarda oltre “una retorica della funzionalità della riduzione degli spazi di democrazia e dei centri decisionali istituzionali”, per far risollevare l’economia, l’occupazione, la disponibilità di reddito dei cittadini. E se certo occorre “superare la difesa delle utilità non necessarie, anche dei privilegi ove presenti”, resta da esercitare “una difesa serena, in nome e per conto di coloro che verranno dopo di noi ad esercitare un mandato popolare che non può essere soppresso”.
La riflessione per l’edizione 2014 si ispira alla centralità del cittadino nell’azione istituzionale e non come “mero interlocutore del potere del momento”. L’occasione è data dai quaranta anni dall’istituzione in Regione Toscana del Difensore civico. “Una bella pagina della storia di questa Regione”, dice il presidente che, riferendosi alla soppressione degli analoghi istituti di livello locale per ragioni di risparmio stigmatizza “una scelta dei tecnici che, mi auguro, il ritorno della politica voglia correggere, in qualunque modo”.
Monaci legge l’esperienza del Difensore nell’ottica di un richiamo ad un miglior rapporto fra cittadini e istituzioni, alla luce di quel che può insegnarci l’esperienza europea, dove la cultura dell’ombudsman è ben radicata.
Guardare oltre non può che porsi nella dimensione comunitaria, “che è il nostro futuro, non la nostra condanna” afferma il presidente, che evoca “la nostra patria Europa”, come ebbe a chiamarla Alcide De Gasperi nel suo discorso alla Conferenza parlamentare europea il 21 aprile del 1954. A quel contesto, dice Monaci, “vogliamo guardare”, per meglio organizzare la capacità di tutelare i cittadini nel loro rapporto con la pubblica amministrazione e con le istituzioni; ma anche per difendere “la ragionevolezza di un sistema democratico fondato sul parlamentarismo”. Perchè la giusta evoluzione del ruolo del parlamento europeo non può avere uno “stridente controcanto nell’involuzione di una mortificazione a livello nazionale”; intendendo con ciò “soprattutto la mortificazione delle assemblee elettive, legislative e non”.
“Guardare oltre,” come vuole fare la Toscana, significa avere lo sguardo rivolto “al presente e al futuro senza dimenticare il passato” e così Lucia Franchini, che ringrazia “come cittadina” per la seduta solenne dedicata al tema delle Difesa civica, mette i primi passi dell’istituto che ricopre dal 2011 accanto ai profili più recenti.
Il Difensore civico della Toscana, dal 2013 presidente del coordinamento nazionale dei difensori civici regionali, affianca cioè il tradizionale organismo che interviene su azione di parte, per segnalare agli organi statutari di eventuali irregolarità degli uffici regionali, alla “soluzione organizzativa che consente una forma di partecipazione del cittadino al corretto svolgimento dell’attività amministrativa”. In mezzo, spiega, c’è una rivoluzione culturale: il rapporto cittadino-stato resta iscritto nel sistema delle regole di diritto, ma abbandona l’idea della “pubblica amministrazione intesa come potere”, pensandola invece come “funzione e servizio”. Non significa, spiega il Difensore toscano, che i cambiamenti culturali necessari siano finiti, perché anzi ne servono di ulteriori, che favoriscano quelli normativi: la predisposizione del Difensore civico come “autorità indipendente suscita ancora oggi interesse quanto timori e perplessità”, dice Franchini. Il risultato è “una situazione di semi-indipendenza”, affidata all’autorevolezza di chi ricopre la carica, come pure alle risorse umane ed economiche di cui può disporre sulla base dei capitoli di bilancio dei rispettivi Consigli regionali.
E certo, la Toscana si distingue rispetto alle altre regioni, intanto per le dotazioni (ha la più consistente dopo Lombardia); e poi per la legislazione, perché la nostra legge regionale, ricorda ancora il Difensore regionale, è l’unica in Italia che richiama “l’indipendenza” prevista dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d’Europa che descrivono i requisiti del Difensore civico. Però “sicuramente avremmo bisogno di una legge quadro nazionale per rafforzare anche le esperienze più virtuose a livello locale”, stante che “indipendenza non è separazione, né contropotere”. Anzi, l’indipendenza, chiarisce il Difensore, deve essere legata alle funzioni di difesa dei diritti dei cittadini e di mediazione nella soluzione di controversie, garantendo perciò l’imparzialità della pubblica amministrazione, anzi proponendosi, in posizione terza, come ausilio e sprone all’attività della pubblica amministrazione nella conciliazione degli interessi e dei diritti, degli obiettivi e delle pratiche”. Di qui lo sguardo “rivolto oltre” della la Festa della Toscana: “Il Difensore civico è e può essere determinante motore di una nuova cultura di coesione sociale, di partecipazione, corresponsabilità e condivisione”.
D’altra parte l’esperienza della difesa civica in Toscana “è la più avanzata in tutta Italia, la figura del difensore civico è la più sviluppata e deve partire da qui la spinta per l’istituzione del difensore civico nazionale”, afferma Nikiforos Diamandouros, che ha ricoperto la carica di Mediatore per l’Unione europea dal 2003 al 2013, nel suo intervento in occasione della seduta solenne del Consiglio regionale. “L’Italia è in grande ritardo su questo punto – dichiara Diamandouros, che ha esaminato punti di forza e necessità di potenziamento della difesa civica a livello europeo e nazionale –, ma questo ritardo potrebbe essere traformato in un vantaggio, se la vostra nazione saprà trovare lo slancio per compiere un balzo verso il futuro, facendo tesoro delle esperienze e dei problemi fin qui incontrati”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
