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Poppi Libera: "I profughi a Badia Prataglia rappresenta oggi il fallimento del modus operandi dell'Unione"

Gli eventi che hanno visto Badia Prataglia al centro del dibattito politico e non solo, rappresentano l'ennesimo campanello d'allarme sul sistema Casentino, dove fa da contraltare l'assoluta incapacità dell'Unione nel saper rispondere con forza ed a voce UNICA ai problemi ed alle sfide dei tempi moderni.
Non può essere sottaciuto che l'emergenza migranti ricaduta su Badia Prataglia, rappresenta oggi il fallimento del modus operandi dell'Unione, unito si a parole, ma non con i fatti.
Posto che il problema dell'assistenza ai cittadini migranti in cerca di rifugio, non è noto da ottobre ma da anni, domandiamo, quali politiche di integrazione sociale sono state predisposte negli ultimi due anni per garantire: 1. Dignità ai migranti; 2. Evitare che un unico Comune si potesse far carico dell'emergenza, trattandosi di un fenomeno che interessa tutto il Casentino; 3. Tutelare e valorizzare il patrimonio di quei Comuni che fanno del turismo la loro fonte principale di ricchezza.
Risposta? NULLA.
Anni di silenzi, gestioni che hanno solo saputo battere cassa senza restituire servizi più efficienti, per non parlare dei costi vivi della sola partecipazione ai servizi associati dell'Unione, con i cittadini che hanno visto letteralmente duplicare le loro bollette. A questi costi ne seguiranno poi altri ancora difficilmente quantificabili a causa del lassismo cronico di una siffatta gestione, tutti a carico delle imprese e degli esercenti commerciali.
E’ INACCETTABILE: che un territorio di una ricchezza inestimabile come il Casentino, non goda a livello di vallata di una pianificazione economica chiara e trasparente (quali sono gli obbiettivi prefissati e quali quelli raggiunti?); che non si riconosca ruolo centrale al turismo come volano della crescita; che fare dell’ accoglienza ed offrire solidarietà ai migranti sia affrontato dal sistema Casentino come un problema da rimandare a questo o quel Sindaco, e non come una risorsa, lasciandone a privati senza scrupoli la gestione, con gli effetti ormai ben noti.
Ancora sul turismo. Dove è stato in questi anni il Consorzio Casentino e Sviluppo? Quanto è costato e cosa ha prodotto in termini di concreta e sostanziale pianificazione turistica?
La risposta che oggi ci aspettiamo è una presa d'atto dell’ INCAPACITA’. Uno scatto d’ orgoglio che faccia restituire non domani, ma adesso, la parola al cittadino affinché possa scegliere liberamente il proprio futuro.
Il caso di Badia Prataglia è emblematico, ed è nella sua drammaticità, la sintesi dell’ incapacità gestionale dello strumento messo in mano ai sindaci per la soluzione rapida dei problemi del Casentino. I fatti:

nei primi giorni di maggio, la Prefettura di Arezzo, scrive tra gli altri sindaci della provincia di Arezzo, a tutti i sindaci del Casentino.
La domanda che viene rivolta è molto semplice e verte sulla richiesta di disponibilità di strutture pubbliche atte a ricevere migranti nel quadro dell’ operazione “mare nostrum” che impegna l’ Italia nel quadro dell’ emergenza sbarchi sulle nostre coste.
Alla domanda, nel silenzio degli impegni elettorali, e con rare eccezioni, non fu data risposta.
La Prefettura, avvia così una gara pubblica volta a selezionare soggetti in grado di poter gestire l’ accoglienza.
Ne risulterà vincitrice la Cooperativa Domus Caritatis (unica ad aver partecipato al Bando) che garantirà così la gestione dell’ accoglienza per 100 profughi (70 uomini e 30 donne).
La Cooperativa Domus Caritatis interpella dapprima l’ Albergo Bella Vista di Badia Prataglia che in seguito, raggiunto l’ accordo, ne affitterà i locali.
Siamo così ai primi di ottobre. La voce inizia a circolare, fin quando è lo stesso proprietario dell’ Albergo a confermare l’ assunto. Il Comune di Poppi cade dalle nuvole, e scrive alla Prefettura.
Dov’ erano i sindaci casentinesi assenteisti? E dove la cosiddetta Unione dei Comuni oggi chiamata all’ appello assieme alla provincia che dovrebbe farne da coordinatrice nell’ accoglienza? Chi pagherà i danni delle disdette agli albergatori? E chi i danni all’ immagine del Casentino? Si allega a mero titolo esemplificativo una recensione pubblicata sul portale tripadvisor (non dubitiamo che negli uffici turistici dell’ Unione ci sarà qualcuno che non lo conosce!).
Si apprende infine dalla cronaca recente che il Comitato per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica, con l’ indirizzo delle Forze dell’ Ordine, ha diramato il parere non vincolante in merito all’ unità di migranti dichiarata proporzionale alle esigenze della sicurezza pubblica di Badia Prataglia.
Tale parere certifica in 25 il numero “congruo” di migranti.
Orbene, è essenziale che accanto ad una valutazione tecnica debba essere accompagnata una valutazione politica complessiva di equa distribuzione sul territorio dell’ accoglienza, tenendo in considerazione le caratteristiche delle località ospitanti ed in particolare di quelle a forte vocazione turistica; escludendo, o limitando per il caso di Badia Prataglia ad un massimo di 10 unità di migranti il numero di posti effettivamente disponibili; ciò nella certezza di poter garantire agli stessi concreta e fattiva dignità.
Per questo motivo, si richiede di prendere determinazioni affinché posto in un massimo di 10 unità di migranti il numero di posti effettivamente disponibili a Badia Prataglia, le restanti unità richiedenti siano collocate di concerto con i Sindaci sul territorio degli Enti interessati, con priorità di quei Comuni sino ad oggi non interessati da flussi.

Tutto ciò considerato, a fronte di questa emergenza gestionale, definita in premessa la sintesi di un fallimento, urge che la politica, quella vera, presenti il conto nella direzione di una linea di netta discontinuità con il passato per evitare confusione nel cittadino, sempre più disorientato.
Pensiamo che solo un sistema di vallata dotato di vera rappresentatività politica, potrà assicurare una maggiore efficienza del servizio pubblico locale, senza dimenticare i benefici connessi ad un maggiore potere di spesa derivante da una vera unificazione dei servizi ed un rafforzato controllo da parte del cittadino, che in ultimo sceglierà i propri amministratori avendone chiari gli obbiettivi.
Possiamo pensare di affidare a chi ha concepito questa macchina, lenta e costosa, e non effettivamente rappresentativa, il compito di riscrivere il futuro del Casentino, quando coloro che l’ hanno concepita oggi neppure si sentono in dovere di invitarci al tavolo della costituente commissione di riforma dell’ Unione per condividerne i progetti?
Torna di prim’ ordine il tema della fusione tra comuni limitrofi in macro-aree, con la definitiva abrogazione della gestione associata dei servizi.
Poppi in primis ha ora il dovere di assumere una iniziativa tesa alla conferma del documento votato ad inizio anno alla unanimità dal Consiglio comunale che prevedeva l’ impegno a promuovere la fusione tra Poppi, Ortignano, Strada e Montemignaio.
Nel quadro ultimo delineato, siamo certi di offrire una soluzione reale e tangibile, al dramma economico di quanti, particolarmente vessati dalla crisi, si aspettano risposte rapide ed efficaci dalla politica.

 

Fonte: Poppi Libera

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