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Parcheggi a ostacoli per i disabili, Mugnai (FI): "La Regione intervenga"

Stefano Mugnai

I posti sono pochi e il disabile non parcheggia. O meglio, può anche darsi che ci riesca ma solo dopo un’odissea che scoraggerebbe chiunque, ma che per una persona afflitta magari da problemi motori diventa amarissima beffa. Il caso: dall’inizio di quest’anno sono in vigore presso Firenze Parcheggi nuove norme di accesso gratuito alle proprie strutture per i disabili. Prima loro entravano, parcheggiavano negli spazi gialli e poi, giunto il momento di ripartire, andavano alla cassa col contrassegno di disabilità e lì veniva rilasciato il tagliando di uscita. Ora no: devono munirsi di Tessera Riservata. Tutti. E poi, giunti al parcheggio, se di posti gialli liberi non ce ne sono la sbarra non si alza neppure. Ma indietro non si torna, in quei casi lì: allora tocca prendere il tagliando, entrare, fare il giro entro un quarto d’ora sennò scatta il pagamento, uscire e ripartire da capo.

«Grazie alla segnalazione di un cittadino toscano che si è imbattuto suo malgrado in questa ingiustizia – racconta il Vicepresidente della Commissione sanità Stefano Mugnai (FI) che, sulla questione, ha preparato un’interrogazione (in allegato) per chiedere l’intervento della Regione già che fa parte della compagine azionaria di Firenze Parcheggi – siamo venuti a conoscenza di questa vessazione assurda ai danni dei disabili, costretti per fruire di un proprio diritto a un beffardo e insidioso giropèsca che per di più non è detto garantisca l’obiettivo: parcheggiare. La stortura diviene di un’assurdità imbarazzante nel caso del parcheggio sotto la stazione di Santa Maria Novella, logisticamente deputato a ricevere persone da ogni dove, in qualunque momento, con frequenze le più disparate».

Ma cosa deve fare il disabile che ad esempio, come nel caso della segnalazione giunta a Mugnai, arrivi una tantum in stazione pensando di poter lasciare l’auto per prendere un treno? Da ovunque arrivi – Firenze, Toscana, Italia, universo mondo – se vuol parcheggiare negli spazi gialli, mica ovunque per carità, senza salasso finanziario, bisogna che prima si rechi al Parterre a fare la Tessera Riservata. Sì solo al Parterre, non a ogni parcheggio. Gli servono un po’ di moduli (Firenze Parcheggi prega di compilarli prima di arrivare allo sportello preposto) e i suoi documenti e poi – siccome ogni gioco ha le sue regole – deve accettare le condizioni d’uso. E’ lì che si spiega che se i posti gialli risultano saturi la sbarra non si alza e allora c’è da spicciarsi a prendere il tagliando e uscire dall’altra parte entro 15 minuti. «Veramente avvilente – constata Mugnai – tanto che ho già preparato un’interrogazione per chiedere alla Regione di porre fine a questo sistema da Giochi senza Frontiere. Così magari, per una volta, darà un senso a una delle sue innumerevoli partecipazioni».

Epilogo. La persona protagonista della segnalazione si è trovata a un bivio: perdere il treno o pagare il parcheggio. Ha scelto la seconda opzione: ha speso 96 euro.

Fonte: Gruppo Forza Italia - Toscana Consiglio Regionale

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