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Giornata internazionale contro la violenza alle donne, Cintelli e Sostegni (PD): "Cresce la sensibilità, ma servono sforzi ulteriori"

Tania Cintelli (foto gonews.it)

Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza alle donne e questa ricorrenza diventa l’occasione per fare un bilancio su una grave problematica sociale.

«E’ certamente cresciuta la sensibilizzazione attorno a questo tema- rileva Tania Cintelli, portavoce Donne Pd Federazione Empolese Valdelsa- sia da parte dei media che delle istituzioni e più in generale della società civile.  Da alcuni anni come Donne democratiche della Federazione Empolese Valdelsa abbiamo tenuto il tema della violenza di genere al centro della nostra agenda politica, in particolare con iniziative collegate alla mostra “Scarpe senza donne” che ancora oggi evidenzia un grande potenziale sul piano della comunicazione. Un dato molto positivo  è anche la mobilitazione di associazioni e amministrazioni comunali  per quanto riguarda gli eventi organizzati in occasione del 25 novembre.

E’ altrettanto importante sottolineare l’impegno delle istituzioni e della Asl 11 per la qualificazione di servizi e percorsi destinati alle vittime di violenza come il progetto “Codice Rosa” ovvero un percorso di accesso al pronto soccorso riservato alle vittime di violenze e di rete qualificata sul territorio per la presa in carico».

Purtroppo però a questa sensibilizzazione sul tema non corrispondono dati positivi: la «violenza domestica» — quella esercitata dagli uomini di casa, anche padri o fratelli — è ancora la prima causa di morte nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni. La violenza in famiglia uccide più degli incidenti stradali, più delle malattie. Nel 2009 una sentenza ha definito questi delitti come femminicidio» i quali nel 2013 si attestano a ben 179 ovvero il 14% in più dell’anno precedente. E’ un problema pubblico di cui le istituzioni a tutti i livelli devono farsi carico. Si calcola infatti che la violenza di genere ogni anno ha un costo economico e sociale di quasi 17 miliardi di euro, l'equivalente di tre manovre finanziarie, il triplo della spesa pagata dal nostro paese ogni anno per incidenti stradali. Tale costo lievita se sommiamo i costi non monetari: si calcola in 14,3 miliardi di euro il costo umano, emotivo ed esistenziale sostenuto dalle vittime, dai loro figli e familiari. Include l'impatto della violenza sui bambini, l'erosione del capitale sociale, la riduzione della qualità della vita e della partecipazione alla vita democratica.

«Come Donne democratiche- continua Cintelli- valutiamo che sia necessario contrastare il meccanismo di rimozione collettivo del problema che è profondamente strutturato nella nostra cultura. Lo dimostra l’assuefazione alle immagini sessiste che contengono stereotipi negativi dei ruoli che donne e uomini dovrebbero ricoprire (vedi non ultimo il trattamento riservato alla ministra Madia sulle pagine del settimanale “Chi”)».

«Il primo agosto è entrata in vigore anche nel nostro Paese la Convenzione di Istanbul, strumento giuridico di contrasto alla violenza a livello internazionale con molteplici azioni- afferma Enrico Sostegni, segretario Pd Empolese valdelsa-  un passo importante ma non sufficiente se non accompagnato da una vera e propria rivoluzione culturale che non può più essere delegata solo alle associazioni femminili che continuano ad avere un ruolo determinante nel contrasto alla violenza. E’ una rivoluzione che richiede il protagonismo femminile ma anche un ruolo attivo da parte degli uomini, che richiede un forte investimento nelle nuove generazioni. Sono necessari percorsi formativi strutturati e stabili nella scuola, percorsi di educazione all’affettività, alla parità di genere e al rispetto delle differenze. Dobbiamo fare “della scuola il più bel centro antiviolenza del mondo” come ha scritto Concita De Gregorio su Repubblica in questi giorni

La buona notizia di questi giorni è che il governo Renzi ha messo a disposizione i fondi 2013/2014 alle Regioni le quali dovranno a breve ripartirli sul territorio. Questo è un fatto importante e fondamentale ma c’è bisogno di un sforzo ulteriore e quello che chiediamo al governo è di dare seguito a quanto previsto nella legge 119 del 2013 (la cosiddetta legge sul femminicidio) predisponendo il documento di indirizzo e di programmazione contro la violenza che metta insieme più settori (dalla scuola, al sociale, alla giustizia, alla formazione, al lavoro ecc) e che stabilisca certezza delle risorse e dei canali di finanziamento».

Fonte: Federazione Empolese Valdelsa Partito Democratico

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