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Oncologia, la conferenza nazionale in città

Oncologia medica

Grande attenzione da parte dei primari oncologi italiani riuniti a Firenze nella loro Conferenza nazionale che si tiene oggi all’Hotel Boscolo Astoria, a modelli di assistenza innovativi e alla loro possibile integrazione nello sviluppo di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali efficaci per i pazienti oncologici. Come il progetto TheION, che messo a punto dal Dipartimento oncologico dell’Azienda sanitaria di Firenze, attraverso la fusione del Lean Thinking nell’ospedale per intensità di cura, con il Chronic Care Model e il Simultaneous Care,  vede la realizzazione di un percorso integrato interdipartimentale che accompagna il paziente dall’ingresso in ospedale al domicilio.

Se a livello nazionale,  si lamenta una difficoltà nello sviluppo di dipartimenti efficaci (lo evidenzia il 72% dei primari in uno specifico  sondaggio sullo stato di realizzazione dei Dipartimenti oncologici) il quadro della Asl 10 in particolare e quello toscano in generale traccia un quadro d’avanguardia a cui guardare con ottimismo.

La Toscana – spiega la dottoressa Luisa Fioretto, direttore del Dipartimento oncologico dell’Azienda sanitaria di Firenze e presidente della Conferenza – risulta una delle regioni con il più alto tasso di rispondenti ai quesiti dell’indagine svolta per il Collegio italiano dei primari oncologici medici ospedalieri (Cipomo): l’81% dei capi dipartimento della Toscana ha partecipato alla survey; il 76,6% di questi  possiede un’unità per le attività di ricerca clinica con personale dedicato, anche se spesso sostenuta da finanziamenti esterni come per le figure di datamanager e,  nel 46,2%, esistono esperienze di modalità assistenziali innovative.

Grazie alla Rete oncologica regionale con l’Istituto Toscano Tumori, l’accoglienza del paziente è unitaria, presente in ciascun presidio ospedaliero, e caratterizzata nell’84,6% dei casi da un sistema diretto di prenotazione e presa in carico attraverso i Centri oncologici di riferimento dipartimentale (CORD) e gestione multidisciplinare con i Gruppi oncologici multidisciplinari (GOM). I percorsi vengono  valutati tramite audit periodici nel 79,6% dei casi.

Infine i Dipartimenti toscani mostrano una buona integrazione sia con i Medici di medicina generale e le Associazioni di volontariato: esistono infatti rapporti strutturati rispettivamente nel 61,5% e nel 92,3% dei casi.

Tuttavia è proprio nell’ambito del convegno fiorentino che i primari oncologi ospedalieri ed esperti dell’organizzazione di alto livello, si confrontano per rafforzare in tutto il Paese lo sviluppo di reti e processi dipartimentali oncologici, al fine garantire da parte dei professionisti, in una fase in cui si assiste a un costante aumento dei costi e a una progressiva riduzione delle risorse, la possibilità di cura e assistenza alle  circa 400.000 nuove persone che ogni anno si ammalano di cancro e ai 2.800.000 pazienti che sopravvissuti alla diagnosi convivono con cure e controlli.

 

Fonte: Azienda Sanitaria ASL 10 Firenze

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