Un corso di formazione interno, rivolto agli operatori. Ma di grande impatto fuori, là dove la violenza è di casa e, spesso, è in casa. Si terrà il 25 novembre prossimo nell’auditorium dell’assessorato al diritto alla salute della Regione Toscana in via Taddeo Alderotti 26/n ed il titolo è: “Il codice rosa e la rete di contrasto alla violenza”.
Dal primo gennaio scorso, infatti, anche l’Azienda sanitaria di Firenze è entrata a far parte della rete regionale del codice rosa, in grado di attivarsi e di fornire risposte quando vengano alla luce episodi di violenza.
«Violenza e abuso – dice Valeria Dubini referente dell’Azienda sanitaria di Firenze per il codice rosa – sono condizioni che comportano ricadute importanti sulla salute e sulla percezione del benessere. Gli operatori sanitari particolarmente a contatto con la violenza sono pediatri di famiglia, medici di medicina generale, ginecologi territoriali ed ospedalieri, ostetriche, infermiere dei reparti di ginecologia, medici e infermieri del Deu, pediatri ospedalieri con funzioni di Pronto soccorso».
Proprio a loro è rivolto il corso, affinché, a un anno circa dall’ingresso dell’Azienda nella rete regionale del codice rosa, possano acquisire la capacità di individuare, riconoscere e aprire una “finestra di opportunità” in presenza di segnali che riconducano a possibilità di violenza o abuso.
La giornata di lavoro mira in particolare a dare il via a un lavoro di team partendo dalla rivalutazione di quello che c’è già e cercando di costruire collegamenti e nuovi percorsi laddove mancano.
Una prima parte del corso – affidata alla stessa dottoressa Dubini, a Germana Ruggiano, a Paola Magneschi e a Vittoria Doretti – analizza com’è organizzata la rete della regione Toscana, che ruolo all’interno di essa svolge la Asl 10, come avviene e perché è particolarmente importante la raccolta dei dati sui casi di violenza, come mai si privilegia un modo di guardare il problema facendo squadra.
Si entrerà poi negli aspetti medico-legali e nelle questioni che riguardano l’interfaccia con il sistema giudiziario; i compiti e gli obblighi dei sanitari nel rapporto con la Procura, la gestione dei casi e la rilevazione del rischio nella vittima di violenza: la moderazione delle tavole rotonde è affidata a Emanuele Gori, Roberto Leonetti, a Nadia Giannattasio e a Eligio Paolini.
Moderati da Roberto Vannini, Maria Sandra Bucciantini i partecipanti discuteranno degli indicatori della violenza domestica e del ruolo dei sanitari ; Metella Dei parlerà del fenomeno della violenza e di come si presenta nei servizi. Mauro Pratesi e Angela Citernesi illustrano come avviene l’accoglienza di questi casi in Pronto soccorso e gli scrupoli che si devono avere; Luciano Bagnoli illustra quello che è il possibile modello da seguire.
Maria Pia Teodori e Marco Pezzati moderano un dibattito su cosa offre la rete e cosa c’è da fare. Teresa Bruno illustra l’esperienza delle case di accoglienza; Patricia Bettini lo sportello per i minori; Andrea Cicogni il Centro per i maschi violenti.
Una tavola rotonda moderata da Fabio Focardi e Francesca Gola sull’identificazione della violenza nella consulenza territoriale anticiperà le relazioni di Isabella Lapi sul servizio di psicologia, di Rossella Scarpelli sui servizi sociali, di Daniela Melotti sul ruolo dei medici di medicina generale, di Monica Pierattelli sui pediatri di famiglia, di Arianna Maggiali e, rispettivamente, Lucia Meini e Sonia Baldi sugli aspetti ostetrici e ginecologi del consultorio.
Fonte: Azienda Sanitaria ASL 10 Firenze
