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Riforma sanitaria regionale, il sindaco Barnini: "Tre Asl sono poche. Si intervenga anche sulle Aziende Ospedaliere Universitarie"

La firma del protocollo (foto gonews.it)

Mentre il Comune di Empoli firma un protocollo d'Intesa con l'Asl 11 che mira a rafforzare i presidi sanitari sul territorio, la Regione Toscana sta valutando, in rispetto agli impegni presi con il Governo che chiede un taglio di almeno il 2% sulle spese sanitarie, ad una drastica riduzione della Asl toscane che scenderebbero da 16 a 3. L'asl 11 dovrebbe così essere incorporata nella 'grande' Asl delle province di Firenze, Prato e Pistoia.

Premettendo che la riforma  non ha ancora un testo scritto e quindi non è ancora giunta nell'aula regionale, il sindaco di Empoli Brenda Barnini esprime le sue perplessità in merito al progetto proposto dal presidente della Regione Rossi.

"Noi - spiega il sindaco - non ci siamo mai tirati indietro di fronte alle sfide, ma mi sento di dire che 3 Asl per un territorio di oltre 3 milioni di abitanti sono poche e si rischia di indebolire il servizio ai cittadini".

Il sindaco esprime soprattutto perplessità in merito alla scelta dei tagli: "In una situazione in cui è necessario ridurre le spese e accorpare non capisco come faccia la Regione Toscana a non intervenire anche sulle tre Aziende Ospedaliere Universitarie. È inutile mantenere standard elevati lì per poi indebolire il tessuto sanitario sui territori"

Il progetto di riforma potrebbe anche portare alla dissoluzione delle Società della Salute, un ente che, invece, il sindaco Barnini ritiene fondamentale per la gestione sanitaria del territorio proprio in vista della riforma regionale che 'allontanerebbe' i centri decisionali: “Come Unione dei Comuni stiamo valutando, insieme gli altri sindaci, la possibilità di mantenere in vita la Società della Salute. Lo scenario è cambiato, la legge regionale è cambiata. Da ente di programmazione la SdS può diventare un ente di gestione. E alla luce del possibile allontanamento del centro di governo dell’Asl verso Firenze la presenza di una Società della Salute più attiva e gestionale potrebbe essere una garanzia per questo territorio”.

 

 

 

Giovanni Mennillo

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