"Martedì 11 novembre presso la scuola dell'infanzia di Montecalvoli si è tenuto un Consiglio Comunale aperto sulla situazione occupazionale delle Officine Ristori, a ben dieci giorni di distanza dal rientro a lavoro dei dipendenti che presidiavano i cancelli dello stabilimento.
Il presidio è durato 20 giorni, periodo in cui, l’amministrazione comunale di Santa Maria a Monte, non si è mai fatta vedere, eccetto nei momenti in cui, quale figura istituzionale e rappresentativa di un territorio, non ne poteva fare a meno e sempre in presenza di giornalisti delle televisioni locali e di quotidiani, come in ogni passerella che si rispetti, per piazzare la propria bandierina su un problema che non è nuovo e che va avanti da anni.
Cosa è stato fatto per prevenirlo? Quale è stato l’impegno delle istituzioni fino ad oggi per evitare che ciò accadesse?
L’amministrazione non è mai stata presente per chiedere eventuali necessità o bisogni degli operai che presidiavano davanti ai cancelli della fabbrica giorno e notte al freddo, anzi per farsi ascoltare, gli operai delle Officine Ristori, sono dovuti andare a protestare davanti al Comune, chiedendo un incontro con il Sindaco.
Da una nota sul sito ufficiale del Comune vengono comunicate le decisioni prese durante il Consiglio: chiedere al Governatore della regione Toscana Enrico Rossi di aprire un tavolo di confronto con Piaggio , per cercare di capire quale sarà il futuro dell’indotto Piaggio e portare avanti il tavolo regionale tra sindacati e proprietà, per giungere ad un accordo per mantenere i livelli occupazionali.
Forse all’amministrazione comunale, sfuggono alcuni particolari: il Governatore della Toscana è perfettamente a conoscenza della situazione Piaggio e che lo stesso Enrico Rossi è volato fino in Vietnam per inaugurare la nuova sede Piaggio, congratulandosi con Colaninno per le delocalizzazioni e l’esternalizzazione del lavoro ( le scocche della vespa prodotte prima da Ristori e adesso trasferite in Polonia), favorendo così la morte dell’indotto locale, e continuando a regalare soldi pubblici attraverso la stipula di contratti di solidarietà. Come può un imprenditore mantenere i livelli occupazionali se perde il 70% delle commesse da Piaggio e non può andare a cercare nuove commesse perché deve lavorare in esclusiva solo per Piaggio.
Per questo, noi del Movimento 5 Stelle di Santa Maria a Monte, riteniamo che le richieste avanzate dal Consiglio Comunale siano inconsistenti, inutili e tardive, poiché il dovere di un’amministrazione locale è quella di dare aiuto materiale ai lavoratori in difficoltà, cosa che non è mai stata fatta e non di capire le intenzioni della Piaggio, che oramai sono chiare a tutti ma non ai miopi politicanti ventennali della politica locale.
Il comportamento delle istituzioni e dei sindacati di fatto prolunga solo un’agonia di un settore, indotto Piaggio, che è destinato a morire, non tanto perché gli imprenditori non sanno più fare gli imprenditori ,ma quanto perché le istituzioni e i sindacati non sanno più tutelare i lavoratori, i diritti dei lavoratori ed il lavoro, privilegiando il vero made in italy, non quello finto in cui basta attaccare un adesivo e tutto magicamente si trasforma in prodotto italiano, anche se nella maggior parte realizzato all’estero. Sindacati che fanno solo da passacarte e si sono trasformati in burocrati di ufficio senza più nerbo per avanzare una lotta sindacale seria e veramente a favore del lavoro, dei lavoratori e degli imprenditori.
A nostro parere servono misure più incisive per salvare l’indotto proposte che possono rilanciare anche il mondo imprenditoriale locale: superare la monocommittenza richiesta da Piaggio alle aziende del proprio indotto, mettere un tetto alla delocalizzazione del lavoro, in base al quale non può più chiamarsi made in italy ciò che viene prodotto in toto all’estero o in grossa percentuale, fare della Ristori un centro di decostruzione, in cui vengono ripristinati mezzi obsoleti, danneggiati e fuori mercato, per renderli di nuovo appetibili al commercio, favorire la ricerca tecnologica per la produzione di mezzi di trasporto ecologicamente sostenibili con una riconversione alla green economy vera.
Dove tutto ciò non sia possibile occorre sostenere una politica di reddito di cittadinanza che permetta ai lavoratori che resteranno senza lavoro di potersi riqualificare senza subire le difficoltà di una crisi che distrugge il tessuto sociale ed economico del territorio italiano.
Per fare tutto questo ci vuole impegno, idee e fatti concreti e non le solite, chiacchiere e promesse vane, che servono solo a fare passerella sui giornali e su qualche televisione locale".
Movimento Cinque Stelle Santa Maria a Monte
