Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, con i voti contrari di Forza Italia e Fratelli d’Italia e il voto di astensione del Nuovo centrodestra e del consigliere Gabriele Chiurli (gruppo Misto), la proposta di legge che adegua il Testo Unico della Cultura alle disposizioni del decreto ministeriale dello scorso luglio in materia di erogazione dei contributi per lo spettacolo dal vivo e di riclassificazione dei teatri. Approvata, sempre a maggioranza (hanno votato contro Forza Italia e Fratelli d’Italia) anche una proposta di risoluzione presentata dalla commissione Cultura in merito al sostegno alla Fondazione Teatro Metastasio di Prato. La risoluzione, dato il decreto del Ministero con la relativa nuova classificazione dei teatri e considerate le modifiche al Testo unico della cultura, impegna la Giunta “a mantenere la propria presenza” nella Fondazione Teatro Metastasio di Prato sostenendola nei percorsi necessari alla riclassificazione previsti dal decreto.
“La proposta di modifica al Testo unico – ha spiegato il presidente della commissione Cultura, Gianluca Parrini, illustrando l’atto e la proposta di risoluzione, - trae origine dalla necessità di adeguare le norme regionali a quanto previsto nel decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact). Il decreto stabilisce nuovi criteri per l’erogazione dei contributi per lo spettacolo dal vivo (Fondo unico per lo spettacolo, Fus) e introduce, al posto dei teatri di produzione ad iniziativa pubblica e dei teatri stabili di innovazione, le tipologie ‘teatro nazionale’ e ‘teatro di rilevante interesse culturale’ (organismo che svolge attività di produzione teatrale di rilevante interesse culturale prevalentemente nell’ambito della regione di appartenenza)”. Condizione per l’erogazione dei contributi statali è il cofinanziamento da parte degli enti locali o di altri enti pubblici che, nel caso dei teatri nazionali deve essere pari a quello statale, nel caso invece dei teatri di interesse culturale è sufficiente un cofinanziamento del 40% rispetto al contributo statale. “Di qui”, ha spiegato ancora Parrini, “le modifiche all’apparato ‘definitorio’ e alle forme del sostegno regionale così come previste dal Testo unico sulla cultura”. Per permettere ai soggetti che operano nel settore dello spettacolo dal vivo la possibilità di accedere ai contributi regionali e, conseguentemente, permettere a questi stessi soggetti di concorrere all’ottenimento dei contributi in corrispondenza degli stanziamenti del Fondo unico per lo spettacolo, si è provveduto a posticipare al 30 settembre, per il solo anno 2015, il termine per l’accreditamento previsto dal regolamento della Giunta regionale. Il decreto ministeriale, ha concluso Parrini, introduce anche la concessione di un contributo a soggetti pubblici o privati per progetti finalizzati alla coesione e all’inclusione sociale: il Testo unico provvede a dare specifica previsione normativa a tali azioni.
Per Severino Saccardi (Pd) “il decreto dà l’impressione che non ci sia un’adeguata conoscenza delle difficoltà in cui si dibatte il mondo della cultura, e in questo senso la proposta di risoluzione esprime una giusta preoccupazione”.
Secondo Gabriele Chiurli (gruppo Misto), che ha definito utile la proposta di risoluzione, “è un peccato che sia sfumata l’ipotesi di matrimonio tra la Pergola di Firenze e il Metastasio di Prato, ma è giusto chiedersi se ci saranno meno fondi regionali, perché allora risulterebbe incomprensibile continuare a finanziare il Maggio, che produce solo debiti”.
“C’è confusione nel decreto ministeriale – ha detto Fabrizio Mattei (Pd) - e per questo è necessaria un’attenzione forte ai punti di eccellenza qual è il teatro Metastasio”. In questo senso ha affermato che è “giusto impegnare la Giunta a sostenere il teatro pratese, perché se non si sostengono le eccellenze la Regione dovrebbe ritirarsi da tutto il sistema cultura”.
“Il nostro approccio è del tutto diverso – ha dichiarato Giovanni Donzelli (FdI). – Poiché la coperta è piccola, spesso vecchia e in molti casi sbagliata noi riteniamo ingiusto finanziare la cultura sulla base dell’offerta e non sulla base della domanda”. Donzelli ha aggiunto che sarebbe utile “dare ai citatdini, sulla base del reddito, un buono cultura che essi possano spendere come meglio credono. Si saprebbe quali realtà culturali davvero funzionano e si eviterebbe di finanziare gli amici”.
Per Alberto Magnolfi (Ncd), “la legge è un adeguamento dovuto alle norme nazionali, ma lo si è fatto con il segno meno”. Secondo Magnolfi “il sistema culturale toscano ne esce più povero e indebolito”. “La proposta di risoluzione– ha aggiunto – cerca di dare un contentino al teatro Metastasio. È un atto di buona volontà, ma l’impegno richiesto alla Giunta non è vincolante. Noi speriamo che adesso si apra un momento di riflessione vero per interventi veri nel sistema toscano della cultura”.
Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa
