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Medicina complementare e tumori, l'Asl 10 all'stituto Europeo di Oncologia

Saranno la dottoressa Sonia Baccetti del centro di Medicina tradizionale cinese Fior di Prugna e la dottoressa Lucia Mangani, oncologa e palliativista presso l'Hospice di S. Felice a Ema dell’Azienda sanitaria di Firenze, insieme al dottor Elio Rossi della Asl 2 di Lucca e responsabile della Struttura di riferimento regionale per l'omeopatia, a presentare a Milano il 17 novembre l’esperienza della Rete Toscana di medicina integrata e le indicazioni della Medicina complementare integrata in oncologia e nelle cure palliative nell’ambito di un corso di aggiornamento organizzato dall'Istituto Europeo di Oncologia e rivolto ai dipendenti dell’Istituto.

La Medicina tradizionale cinese è sempre più impiegato per la cura dei disturbi correlati al tumore – chemioterapia, radioterapia, terapia chirurgica e ormonale – e proprio al Centro Fior di Prugna è attivo un ambulatorio dedicato ai pazienti oncologici per il trattamento di quei disturbi: dolore, nausea e vomito, vampate, xerostomia, ansia, depressione, insonnia, fatica, stipsi, diarrea, anemia e leucopenia. Recentemente una relazione della dottoressa Baccetti è stata presentata al convegno SICP di Arezzo sulle cure palliative e a un convegno organizzato dall'Università di Pisa.
Numerosi studi riportano che in Europa un malato di tumore su 3 ricorre alle Medicine complementari, spesso in associazione con le terapie convenzionali. Altre ricerche evidenziano che a omeopatia, fitoterapia e terapie spirituali si affida fino al 73% dei pazienti. Uno studio svolto in 2 ospedali toscani su pazienti in chemioterapia ha riportato un’incidenza dell’uso delle medicine non convenzionali del 17% (erbe 52%, omeopatia 30%, agopuntura 13%).
A queste terapie si fa ricorso anche in ambito pediatrico: il 12,4% dei bambini ricoverati all'Istituto Tumori di Milano ne ha utilizzata almeno una per ridurre gli effetti avversi delle cure convenzionali.

Dipartimenti di oncologia integrata sono stati creati nell’ultimo decennio per rispondere alle richieste dei malati di cancro nei principali ospedali statunitensi, a Boston, New York e Houston. Una recente indagine ha stimato che circa il 20% delle 123 strutture oncologiche europee che hanno risposto al questionario, eroga anche trattamenti complementari.
La medicina non convenzionale impiega per alleviare sintomi frequenti nei pazienti oncologici alcune piante medicinali, fra cui Panax ginseng, guaranà e rodiola. L’aloe gel per la prevenzione delle mucositi; lo zenzero per contrastare nausea e vomito post-chemioterapici; l’olio essenziale di lavanda e lo zafferano per mitigare l’ansia e la depressione e Cannabis sativa per il controllo del dolore.

Ma se agopuntura e omeopatia hanno scarsissimi effetti avversi o interazioni, l’uso delle piante medicinali in oncologia richiede attenzione e competenze specifiche di buon livello. Infatti, fondamentali sono la variabilità della composizione quali-quantitativa della pianta, la risposta individuale del paziente alla terapia, legata a caratteristiche come età, etnia, sesso, peso, patologie concomitanti ecc., la via di somministrazione, le interferenze farmacocinetiche che interagiscono con l’assorbimento, il metabolismo e l’escrezione della sostanza e le interferenze sulla farmacodinamica della sostanza stessa.

Sono noti gli effetti antagonisti di alcune piante con farmaci comuni (liquirizia e diuretici, vitamina K e anticoagulanti ecc.) e, al contrario, la somma degli effetti da parte di altre erbe: l’iperico, per esempio, spesso impiegato nella cura della depressione, non è utilizzato nei pazienti oncologici a causa delle interferenze clinicamente significative con numerosi farmaci antitumorali, e il suo eventuale uso deve essere interrotto 15 giorni prima di chemio o radioterapia e ripreso solo dopo alcuni mesi.
Per l’omeopatia ci sono studi sul positivo trattamento dei disturbi correlati alla terapia ormonale soppressiva in particolare in donne con cancro della mammella. Può essere utilizzata per ridurre il disagio dei disturbi vasomotori, ma anche della radiodermite e nelle stomatiti indotte da chemioterapia.

Le tecniche terapeutiche utilizzate al Centro di medicina tradizionale cinese Fior di Prugna sono varie: agopuntura, auricoloterapia, moxibustione, martelletto fior di prugna, massaggio e digitopressione e vengono utilizzate sia da sole che in combinazione. Ai pazienti e ai familiari viene insegnato l'utilizzo di alcune tecniche da effettuare a domicilio, in particolare la moxibustione per l'astenia e la leucopenia, la digitopressione per la nausea e il vomito, il massaggio per la stipsi o la diarrea.

 

 

Fonte: Azienda Sanitaria Firenze

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