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Uniformi al femminile, riflessioni su risvolti familiari e professionali in un convegno

“La contaminazione e la condivisione di esperienze, opportunità e difficoltà generano ricchezza e crescita. L’ingresso della donna in settori fino a qualche anno fa impensabili rende bene il senso di quanto i tempi stiano cambiando e quale occasione straordinaria esse rappresentino”. Così il segretario dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Toscana Marco Carraresi, ha aperto i lavori della seconda edizione del convegno nazionale “Esperienze con-divise” in programma oggi, lunedì 10 novembre, in palazzo Bastogi a Firenze.

Organizzato con l’istituto di formazione Psagroup (Professional security accademy), il seminario rientra nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed è realizzato in partnership con il sindacato di polizia Sap e con l’adesione del centro studi internazionali dell’università di Firenze. La volontà che sta alla base dell’iniziativa è quella di dare risalto agli aspetti di vita quotidiana e alle problematiche che ogni donna è costretta fronteggiare in ambito privato e sociale. “Quella di oggi, che segue la prima edizione svoltasi sempre in Consiglio regionale – ha ricordato Carraresi – è un’occasione straordinaria. Il principio ispiratore è quello di prendere consapevolezza del ruolo e dell’importanza della presenza femminile nelle forze armate e nei corpi di polizia”. “Le riflessioni su risvolti familiari e professionali che andremo ad ascoltare renderanno pubblici tanto gli aspetti positivi che negativi del vestire in rosa una uniforme”, ha concluso il consigliere portando anche i saluti di prefetto e questore di Firenze Luigi Varratta e Raffaele Micillo.

Paolo Padoin, ex prefetto del capoluogo toscano, ha invece aperto e moderato la lunga sessione di interventi in programma. “Il convegno ci darà un quadro ampio e approfondito sulla presenza, ormai fondamentale, delle donne in ruoli, posti e compiti delle Forze nel nostro Paese”. “Pioniera della loro tenacia – ha ricordato – quella Rosa Oliva che nel 1960 lottò e vinse la battaglia contro le discriminazioni di genere nelle carriere pubbliche e con la sentenza n.33 della corte costituzionale aprì la strada di prefettura e diplomazia alle laureate italiane. Nel 1963 fu il turno della magistratura e nel 1999 fu la volta della carriera militare”.

Tra i tanti interventi che si sono succeduti, anche il contributo di donne impiegate in forze di altri paesi come Svezia, Spagna, Germania, Russia, Israele, Stati Uniti che hanno dato un senso ancora più particolare all’iniziativa. Presente ai lavori anche la consiglieraStefania Fuscagni (Forza Italia)

Fonte: Consiglio Regionale Toscana - Ufficio Stampa

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