La storia di Cristina Battaglini introduce un settore professionale importante e sottovalutato, quello dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda.
LA SCHEDA
Nome: Cristina Battaglini
Anni: 30
Cresciuto a: Empoli
Studi: diplomata al liceo linguistico Virgilio nel 2003, laurea di primo livello in filologia moderna all’università di Firenze (2008), laurea specialistica in filologia moderna fra Firenze e Bonn (2011)
Residenza e professione: vive a Graz dal settembre 2012 dal dove lavora nella società Dante Alighieri e insegna italiano
Prima esperienza all’estero: a Bonn in Germania durante la laurea specialistica
Lavoro in Italia: alcuni lavori di breve periodo durante l’università.
Frase: Qua si pagano molte tasse ma queste tornano in servizi per il cittadino.
L’INTERVISTA
Perché ha deciso di andare all’estero?
In Italia dopo il tirocinio non ho avuto offerte di lavoro, per questo ho fatto questa domanda di tirocinio a Graz, anche se non mi garantiva l’assunzione. Ho deciso di darmi questa possibilità perché era il mio settore. In quel momento era l’unica possibilità di lavorare nel mio settore e ho deciso di provare. Quando sono partita avevo solo un tirocinio di sei mesi, ma ho fatto bene perché alla fine del periodo mi hanno assunto.
Nella sua esperienza, quali sono le principali differenze nel mondo del lavoro fra l’Italia e l’estero?
Sia in Austria che in Germania il percorso universitario fa molto curriculum, viene riconosciuto al momento in cui si cerca lavoro. In generale con una laurea ci sono buone possibilità di trovare lavoro, a patto di conoscere il tedesco ovviamente. Per la mia esperienza se uno decide di insegnare italiano come lingua seconda il mio consiglio è di andare all’estero perche in Italia le possibilità sono limitate. Io, pur avendo un contratto ridotto con la Dante Alighieri, integro con le lezioni private e in questo modo riesco a vivere bene.
Tornerebbe in Italia?
Sì, se trovassi un lavoro che dà le stesse soddisfazioni. Mi piacerebbe lavorare soprattutto nei beni culturali, nel settore organizzativo. Alla Dante Alighieri mi occupo anche del gestione degli eventi. Ammetto che lavorare in Italia, soprattutto a Firenze, mi piacerebbe molto.
Dell’Italia cosa le manca?
Soprattutto i rapporti umani, perché l’approccio alle persone del nostro Paese è diverso. Per il resto mi mancano poche cose, la comunità italiana è grande e il nostro cibo si trova. Dall’altra parte ci sono i grandi vantaggi della vita di tutti i giorni qui, lo Stato dà un sussidio a chi come me ha un contratto ridotto, anche se non è austriaco. Per non parlare della burocrazia, molto minore, e dell’assistenza della macchina statale, che si sente più vicina. Si pagano molte tasse ma tornano in servizi per il cittadino.
