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Peretola, il Coordinamento dei Comitati per la Salute della Piana: "Scarsa informazione sul rischio volo afferente alla Scuola dei Marescialli"

Lunedi scorso abbiamo finalmente incontrato a Roma il Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri per informarlo della situazione di rischio volo afferente alla Scuola dei Marescialli.  Il Comando è rimasto letteralmente basito perché nessun organo istituzionale aveva provveduto ad informarlo non sapendo che la Scuola insiste nella zona di tutela B.

Apparentemente neppure il Demanio che fra un paio di mesi dovrà prendere possesso del fabbricato per poi destinarlo in parte alla Nuova Stazione CC di Castello ed in parte alla Scuola dei Marescialli sembra essere al corrente della cosa, non lo possiamo dare per certo anche se ci sono Onorevoli di diverse fazioni politiche, che si stanno accertando della cosa.

Tuttavia lo diamo quasi per scontato perché altrimenti lo stesso Demanio avrebbe avuto l'obbligo di informare chi entrerà in possesso del "bene e quindi diretto utilizzatore" perciò il Comando Generale dell'Arma che dovrà risiedervi con tutte le strutture previste.  Tutta questa situazione ed a nostro avviso con "omissione" di informazioni, anche in sede di pianificazione specialmente con alcune parti dello Stato che hanno già speso ben 260M circa per la costruzione dell'immobile, in realtà nasconde altro.  La corsia preferenziale eccezionalmente rapita avuta dal provvedimento sia in sede di adozione, che di approvazione variante, contrapposta al normale iter procedurale, per esempio dello stesso Piano Paesaggistico in gestazione da 5 anni, non può passare inosservata o sotto silenzio.

La ricerca di far abbassare i toni con tutti gli enti, anche quelli territoriali che hanno motivazioni contrarie e sostanziali ad accettare il progetto "a scatola chiusa", cercando di bypassare e/o trovare alternative più o meno logiche e/o plausibili con tutti gli ostacoli che via via si frappongo in virtù di una "carente fase di tempistica verificatoria e progettuale" ed ai quali enti si prospettano improbabili mitigazioni e compensazioni di difficile realizzazione, fa pensare.

E ci fanno pensare maggiormente oggi le parole dette il 16 Luglio dal Consigliere Regionale Mattei, subito dopo l’approvazione della variante al PIT che motivando un accoglimento dell’ultima ora per il solo soggetto privato disse “ stasera qualcuno stapperà una bottiglia”  Il fatto poi che il soggetto privato abbia avuto le autorizzazioni di edificazione,  che secondo una fugace analisi del nuovo Masterplan reso pubblico appena ieri l’areale venga ulteriormente implementato, che a quanto riportato da alcuni organi di stampa sembrerebbe addirittura l'ENAC a farsi carico dell'acquisto a prezzi "rigorosamente di mercato" dell’area in questione, impone ulteriori riflessioni.

Perché mai l'ENAC dovrebbe farsi carico di tale onere visto che ADF è di fatto un aeroporto privato?? Per quale insito motivo ADF non potrebbe acquistare direttamente il terreno.?  Non ci sono neppure i presupposti di aiuti di stato, in quanto la Gazzetta Europea  del 4 Aprile 2014 a nostro avviso è molto chiara, e li proibisce.  Stesso discorso vale per il Piano Nazionale Aeroporti prodotto dal Ministro Lupi,  a nostro avviso non risponde ai requisiti Comunitari sottoscritti nei trattati e per i quali non si può concedere aiuti di stato e neppure classificare 2 aeroporti strategici nello stesso bacino di utenza.  Tali risposte le deve fornire il Ministro al quale sono già state indirizzate diverse e puntuali domande in proposito (fra cui il Sorvolo in normale operatività della città di Firenze) ed alle quali non potrà esimersi di chiarire e rispondere sine die.

Certamente il presidente Carrai è sicurissimo di partire con le ruspe ai primi di Agosto e la sua vicinanza al premier non può che essergli di conforto come pure le sue rassicurazioni appena esternate sull’inquinamento ed il danno acustico, ma alle volte le brutte sorprese sono dietro l’angolo.

 

 

Gianfranco Ciulli, Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia

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