gonews.it

Fondi Regionali Cultura, Romanelli: "La Toscana si differenzia per criteri più attenti alla qualità rispetto al Fus"

Mauro Romanelli

"La risposta dell'Assessore Sara Nocentini evidenzia una differenza di impostazione dei criteri di attribuzione dei fondi da parte della Regione rispetto a quelli del FUS nazionale. Dei 100 punti massimi assegnabili per ogni progetto produttivo, 40 possono essere assegnati con riferimento agli specifici parametri quantitativi, mentre i restanti 60 “vengono attribuiti dal nucleo di valutazione appositamente nominato con selezione pubblica e formato da esperti, con riferimento a precisi parametri qualitativi”. Sono ammessi al finanziamento regionale i progetti produttivi che raggiungono almeno 30 punti di valutazione" - dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà.

"Non posso che augurarmi quindi che la Commissione che sarà composta per decidere queste erogazioni sia di livello adeguato, aldisopra di ogni possibile dubbio di parzialità, e che effettivamente sia in grado di applicare concretamente questi giusti principi sperando che l'esito finale possa dare meno adito a recriminazioni e polemiche di quanto avvenuto per la ripartizione dei Fondi Ministeriali, premiando effettivamente quella qualità che in Toscana non manca di certo" - conclude Romanelli.

Oggetto: Interrogazione orale urgente. “Erogazione Fondi per lo Spettacolo previsti dal Piano Cultura" 

Il sottoscritto Consigliere Regionale 

Ricordato che:

- la recente attribuzione dei fondi da parte del Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS), come riportato da numerose testate giornalistiche, ha suscitato lo stupore, lo sgomento, in qualche caso la rabbia, di tanti operatori musicali che lavorano nel nostro Paese e che per gran parte delle loro attività dipendono dal finanziamento pubblico;

- i fondi in questione sono stati erogati sulla base di una complessa formula contenuta nell’Allegato A, mai prima apparsa in un decreto del Ministero. La presunta “massima trasparenza”, che tale formula doveva garantire, aldilà delle intenzioni, non pare essere stata conseguita, almeno non nella percezione di molti operatori dello spettacolo, che non sono stati avvisati per tempo di questo cambiamento, e visto che non è stato predisposto e distribuito un software capace di togliere loro ogni dubbio;

Considerato che:

- anche nella nostra Regione non sono mancate aspre polemiche, riportate dai mezzi di informazione locale, in merito alla ripartizione dei fondi, con forti aumenti per alcuni, in concomitanza con l’esclusione o la sottovalutazione di realtà importanti e di comprovato valore;

- ci avviciniamo alla vigilia della distribuzione dei fondi regionali previsti dal  Piano Cultura, fondi da cui dipenderà la sopravvivenza di molte associazioni che operano nel settore;

- tali fondi vengono erogati tramite un bando che prevede la costituzione di una Commissione ad hoc di esperti, anche esterni che seleziona e giudica le richieste pervenute; 

Interroga la Giunta regionale per sapere:

-  se fosse a conoscenza dei criteri adottati dal FUS nell’erogazione dei fondi, e se li condivide;

- quali criteri intende utilizzare nel prossimo bando regionale al fine di far emergere elementi non soltanto quantitativi ma, soprattutto, qualitativi sulle progettualità oggetto di finanziamento; ovvero se tali criteri qualitativi potranno portare alla valorizzazione di realtà toscane, anche innovative, sottovalutate o escluse dai processi di selezione, incrementando così il livello complessivo dell’offerta culturale regionale;

- se intende dare massima trasparenza e diffusione per tempo di questi criteri; ovvero se per fare questo renderà prontamente pubblici i nomi degli esperti della commissione e su questi farà affidamento per far valere la qualità oltre alla quantità.

 

Fonte: Ufficio Stampa

Exit mobile version