Crediamo fermamente che la città di Pontedera e tutto il territorio in cui da tempo immemore si è sviluppato l'indotto Piaggio abbiano bisogno di maggiori e serie riflessioni su come rilanciare l'economia reale, piuttosto che governare la decadenza ignorandone le ricadute. Più investimenti sul territorio e meno esternalizzazioni all'estero. Più lavoro, meno blitz contro i lavoratori.
Per questo motivo come Rifondazione Comunista, anche a seguito dell'incontro avvenuto venerdì mattina fra la nostra delegazione regionale e provinciale e gli operai in lotta accampati da giorni di fronte alle Officine Ristori, non possiamo che ritenerci assolutamente sbigottiti di fronte alla richiesta da parte della proprietà di un concordato continuativo. Tale richiesta, nelle modalità con la quale è stata inoltrata, è l'imbocco della strada senza ritorno della nomina del commissario .
Una decisione unilaterale e assolutamente irrispettosa dei bisogni e delle sacrosante richieste dei lavoratori, che si cerca in questo modo di tagliare fuori senza scampo e senza dare a nessuno il tempo di rivendicare i propri diritti, finanche quella degli ammortizzatori sociali. Altrettanto sconcertanti sono poi le timide risposte che le istituzioni, in primis la Regione Toscana, hanno dato a chi da oltre due settimane lotta per il proprio futuro e quello delle famiglie coinvolte.
Crediamo quindi che l'unico modo per reagire alla situazione creatasi intorno a questa importante realtà economica del territorio, simbolo di ciò che si vorrebbe preparare per l'intero indotto, sia quello dell'apertura formale di un tavolo di crisi in cui tutte le forze coinvolte da questa vicenda trovino posto. Un tavolo nel quale la politica e le istituzioni, a cominciare dalla Regione Toscana, attivino tutti i loro canali per fare pressione sulla proprietà e sulla Piaggio, al fine di vagliare tutte le possibili soluzioni per una vicenda dove il lavoro ed i lavoratori siano finalmente al centro della questione, e dove di possa innanzitutto dare certezza immediata degli ammortizzatori sociali.
Siamo di fronte ad un'azienda, la Piaggio, che da sempre di ritorno al benessere creato con i posti di lavoro ha avuto in cambio, col consenso delle istituzioni, benefici diretti ed indiretti da questo territorio; benefici concretizzati negli incentivi, nei finanziamenti, nei fondi e nella riconversione degli edifici e delle porzioni dismesse dell'area industriale. Per questo motivo crediamo sia venuto il momento, come da tempo chiedono a gran voce lavoratori e sindacati, di fare una seria riflessione anche sulle commesse, che Piaggio vorrebbe spostare fuori dal territorio: discussione, anche questa, nella quale preponderante e decisivo deve essere il ruolo delle istituzioni, Regione in primis
Per tutti questi motivi come Rifondazione Comunista attiveremo tutti i nostri canali, presso le realtà locali come in Regione, affinché la voce dei lavoratori non sia ignorata e venga aperto prima possibile il tavolo di crisi. Restiamo inoltre solidali e vicini alle rivendicazioni degli operai in lotta ai quali rinnoviamo l'invito: oggi come allora resistere un minuto più di Piaggio.
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Pisa e Santa Maria a Monte
