Disabile affetto dalla sindrome 'X fragile' eppure laureato a pieni voti. E' la storia di Giacomo De Nuccio, 25 anni, originario di Gallarate (Varese) che ieri ha discusso la tesi "Il male immaginato: fenomenologia e fascino del male nella Gerusalemme Liberata" con il professor Sergio Zatti, conseguendo la laurea in Lettere moderne.
Nei mesi scorsi, a Pisa, si era laureato un altro studente, Luca Razzauti, affetto dalla stessa sindrome. Giacomo si è trasferito a Pisa con i suoi genitori alcuni anni fa, appositamente per frequentare l'università: lo studente era infatti a conoscenza della storia di Razzauti, affetto dalla stessa patologia che conferisce tratti autistici con relativa difficoltà comunicativa, ma che riusciva a frequentare i corsi universitari con successo. Grazie all'Usid, l'Unità di servizi per l'integrazione degli studenti con disabilità dell'ateneo pisano anche il giovane lombardo ha potuto seguire il suo percorso coadiuvato da tutor che lo hanno affiancato durante le attività didattiche e ha potuto sostenere gli esami in forma scritta utilizzando la Comunicazione Facilitata Alfabetica (Cfa).
"Quando un foglio di carta con firme e bolli - racconta De Nuccio - ha attestato le mie capacità e mi ha concesso la libertà di continuare la mia strada chiudendo una parentesi difficile durata 18 anni, fra tanti dubbi e un'unica certezza (desideravo continuare gli studi), sono approdato a Pisa.
Una condizione genetica non muta nel tempo e certo non dev'essere stato semplice per i miei docenti universitari 'decodificare' il mio linguaggio fatto di borbottii per selezionare i rumori che impediscono l'ascolto, di dita nelle orecchie per modulare i suoni in entrata e rendere comprensibili le singole parole, di osservazioni dalla finestra non come sintomo di distrazione ma come mezzo di concentrazione, di fughe strategiche per contenere le emozioni. L'imprevedibilità degli eventi, che sempre fa capolino dalle pieghe dell'esistenza e ci spaventa cogliendoci di sorpresa, può trasformarsi in opportunità se ci apriamo al rischio della scelta. Parlo per me che ho scelto di lasciare la mia casa, la mia città, i miei fratelli, le mie abitudini per inseguire un sogno e parlo anche per i miei docenti che, scegliendo la via della fiducia, mi hanno nutrito con naturalezza della loro competenza".
Emozionato anche Paolo Mancarella, delegato del rettore per la disabilità: "Riprovo oggi le sensazioni che ho provato nel luglio scorso in occasione della laurea di Luca e anche Giacomo ci dimostra che con la forza di volontà si superano barriere che sembrano invalicabili e mi auguro che tanti altri ragazzi ne traggano insegnamento per affrontare con la stessa forza gli inevitabili momenti di difficoltà che incontrano nel loro percorso di studio e di vita".