Sono 53 le famiglie, provenienti in gran parte da San Casciano, Barberino e Tavarnelle, che si sono rivolte allo sportello Badanti del Chianti. E ancora più alto è il numero degli assistenti familiari che si aggira intorno all’ottantina. A cinque mesi dalla sua attivazione, lo sportello traccia un bilancio dell’attività svolta per l’intera area del Chianti. Il tema “risultati e prospettive”, relativo al nuovo servizio di incontro tra domanda e offerta nelle professioni di cura delle persone, è stato al centro dell’incontro organizzato dai Comuni di Barberino, San Casciano e Tavarnelle e Coop 21 nella sala consiliare di San Casciano. All’iniziativa erano presenti i sindaci di San Casciano e Tavarnelle Massimiliano Pescini e David Baroncelli, gli assessori Elisabetta Masti e Giulia Casamonti e decine di associazioni locali operative nel settore socio-sanitario.
A tirare le somme del servizio Andrea Dilillo, direttore della cooperativa sociale Coop 21 che gestisce lo sportello nei locali comunali di via della Volta a San Casciano e presso il distretto socio-sanitario in via Naldini a Tavarnelle. “I numeri attestano un buon livello di funzionamento e gradimento da parte della comunità - ha dichiarato - rispetto al progetto avviato in forma sperimentale solo 5 mesi fa: abbiamo preso in carico una trentina di famiglie e ben 14 hanno assunto l’assistente familiare; questo significa che da un lato sono state evase le richieste delle famiglie che avevano la necessità d individuare una figura che desse un supporto al familiare in difficoltà, dall’altro alcuni assistenti, adeguatamente formati, hanno trovato un’occupazione”.
Ma qual è il profilo della badante che cerca lavoro nel Chianti? Dal convegno è emerso che nella maggior parte dei casi è donna, straniera, con un livello di istruzione medio alto. Proviene in gran parte dalla Romania, dall'Ucraina, dalla Polonia e dalla Moldavia. Oltre il 30 per cento possiede un diploma di scuola superiore, il 6 per cento una laurea. All’incontro sono intervenuti anche la geriatra Anna Salvioni e Marco Parisi, vicepresidente Arca. “Un aspetto da mettere in rilievo – aggiunge Dilillo – è la richiesta di lavoro da parte di badanti uomini, sono 23 le persone, per lo più residenti nei territori del Chianti che, al termine di un rapporto di lavoro, si sono rivolte a noi con l’obiettivo di reinventarsi e scommettere sulla professione dell’assistente familiare”.
“E’ un servizio che è partito dal basso – dichiarano i sindaci Pescini e Baroncelli – avevamo ricevuto segnalazioni e richieste da parte dei cittadini, lo sportello ha intercettato questo bisogno in maniera seria offrendo qualificazione, formazione, facendo uscire dal sommerso queste figure; la nostra intenzione per il futuro è quella di estendere il servizio a tutto il territorio del Chianti e di integrarlo con altri servizi rivolti agli anziani”.
Fonte: Ufficio Stampa Associato del Chianti Fiorentino
