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Nuova legge in materia di gestione dei rifiuti, Sgherri (PRC): "Concezione sbagliata che punta sulla linea inceneritorista"

Nuova legge in materia di gestione dei rifiuti votata ieri, martedì 21 ottobre, in aula. “Capisco la ratio delle modifiche alla legge attuale alla luce di nuovi quadri normativi ma nel merito è una norma che non sana gli elementi sbagliati dell’attuale corpus normativo regionale, che pare alla fin fine ispirato a garantire la realizzazione degli impianti mentre così non è per il raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata. Per questo ho espresso voto contrario.”

Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo in Consiglio Regionale. Avevamo – prosegue Sgherri – condiviso nella scorsa legislatura la legge che ridisegnava e riduceva il numero degli Ato perché vi vedevamo la possibilità di una programmazione più ampia e quindi che non “impiccasse” i Comuni, nella necessità di chiudere il ciclo, a rivolgersi alla soluzione più “facile” ma più negativa, cioè la proliferazione degli inceneritori, quindi nella possibilità di sperimentare una programmazione più  virtuosa, che puntasse alle buone pratiche in tema di rifiuti.

Quanto è poi avvenuto nel concreto ha mostrato invece una direzione diversa, con piani interprovinciali che “fotocopiavano” i vecchi piani provinciali e la conseguente previsione dell’impiantistica ivi indicata. La legge che si vota oggi non sana questo aspetto, così come non sana la questione del cittadino colpito dall’eco tassa per il non raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata (colpiti infatti i comuni e non i soggetti gestori) e addirittura si prevede il commissariamento degli ATO se non si rispetta la programmazione degli impianti mentre non lo si prevede se non si rispetta gli obbiettivi di raccolta differenziata.

Tutto ciò – è bene ricordarlo – mentre abbiamo piani provinciali, d’ambito, interprovinciali e il prossimo piano regionale dei rifiuti che hanno una previsione spropositata di produzione dei rifiuti (e quindi non tiene conto della realtà e del trend della loro diminuzione) e la conseguente previsione irrealistica degli impianti di incenerimento. Con l’obbligo di conferimento a questi di adeguate quantità di rifiuti, pena l’obbligo di pagare i costi della differenza, con conseguenze evidenti. Insomma una concezione – sbagliata - che continua al fondo  puntare sull’impiantistica inceneritorista e a penalizzare buone pratiche e raccolta differenziata.

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