Si è conclusa ieri a Firenze la prima esperienza di Novo Modo – Responsabilità di Tutti, tre giorni di incontri intensi e costruttivi per mettere le basi di una ricerca condivisa di nuove soluzioni. Questo è stato infatti l’obiettivo fin da subito dichiarato degli organizzatori (ACLI, ARCI, Banca Popolare Etica, Caritas Italiana, CISL, Fondazione Culturale Responsabilità Etica e Legambiente): riportare la responsabilità al centro del nostro agire, cercare un nuovo modo di leggere ed affrontare le conseguenze della crisi prendendo spunto da chi, quotidianamente, è abituato a riflettere su questi temi ma anche ad agire.
Nell’auditorium di Sant’Apollonia si sono alternati decine di relatori e di chi ha portato la propria testimonianza ma soprattutto si sono alternati oltre 600 visitatori che hanno ascoltato, partecipato ai laboratori, visitato la mostra dei ragazzi di Casal di Principe e della Terra dei Fuochi. Proprio la presenza di questi ragazzi, insieme a quella del sindaco di Casal di Principe, ha dimostrato la fondamentale importanza di mettere in rete le esperienze virtuose: nel corso del confronto su mafie e legalità, il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, si è infatti impegnato a portare una mostra, organizzata dal museo fiorentino, proprio nel comune campano. Una piccola ma grande dimostrazione di come sia indispensabile declinare assieme un “novo modo” di affrontare le sfide come cittadini e come organizzazione della società civile.
Uno sguardo alle problematiche italiane ma anche a quelle europee e globali che ci impongono una scelta di responsabilità. Si è parlato di Europa, un'Europa lontanissima da quella immaginata dai padri fondatori, percorsa da innumerevoli frontiere, non solo geografiche ma anche economiche, sociali, democratiche. Un'Europa dei diritti ambientali e sociali, minacciati dall'accordo TTIP con gli USA nel nome dei “diritti” delle imprese multinazionali. E' emersa la consapevolezza dei danni e degli impatti di queste e altre frontiere, e la necessità di abbatterle dando vita ad un approccio, nei diversi ambiti, fondato sulla solidarietà e la cooperazione.
Infine, nella giornata in cui migliaia di persone si sono messe in marcia per la pace, un messaggio di responsabilità verso l'atteggiamento che ciascuno di noi deve avere nel perseguimento di azioni di pace intesa come ricerca di libertà, verità, giustizia e fraternità. Si tratta di creare una cultura della pace proponendo la nonviolenza come stile di vita e strumento di contrasto rifiutando la logica della violenza vs. violenza.
Mettere in relazione le comunità, socializzare le problematiche, aprire un confronto vero per proseguire questo percorso - questo il filo rosso che ha legato le tre giornate fiorentine. Novo Modo s'è rivelato essere il luogo in cui portare avanti questo percorso anche attraverso una mappatura legata a ciò che è veramente nuovo e a ciò che si può mettere davvero in rete e relazione, uscendo dalla logica di leggere la realtà attraverso un unico punto di vista.
Da qui partirà il futuro di Novo Modo che è poi il futuro di tutta la società civile e di coloro che realmente vogliono impegnarsi per il bene comune.
Fonte: Ufficio stampa
