"Credevamo che i problemi dell'università fossero altri, invece leggo che a Firenze sembra che ciò che preoccupa il Senato Accademico dell'Ateneo sia la presenza dei crocifissi nelle aule tanto da deliberare un censimento che attesti la percentuale di presenza dei simboli”, poi dopo il censimento forse il Senato Accademico deciderà se stabilire una soglia di tolleranza della presenza di un crocifisso?
Mi sembra l’ennesimo episodio che dimostra che ci troviamo di fronte a un'ennesima campagna dettata da furore ideologico, fuori dal tempo e dalla storia".
Così il sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi (Ncd) commenta sul suo profilo FB la mozione degli Studenti di Sinistra dell'Università di Firenze, accolta dal Senato Accademico, che ha disposto un censimento dei crocifissi presenti nelle aule universitarie.
"La Corte europea dei diritti dell'uomo - ricorda Toccafondi - con sentenza definitiva della Grande Camera del 18 marzo 2011, ha dichiarato che la presenza in classe di questo simbolo non lede né il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni, né il diritto degli alunni alla libertà di pensiero, di coscienza o di religione".
"Chi parla di lotta in nome della laicità - conclude il sottosegretario - dovrebbe comprendere il significato del termine, e leggere con attenzione un bellissimo articolo scritto nel 1988, su L'Unità, dalla scrittrice e parlamentare comunista, di origine ebraica, Natalia Ginzburg, dal titolo 'Quella Croce rappresenta tutti'. La Ginzburg, a difesa della croce nelle aule scolastiche, sottolineava che 'il crocifisso non genera nessuna discriminazione.
E' l'immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l'idea dell'uguaglianza fra gli uomini fino allora assente'. E' un simbolo che unisce, e rappresenta i principi su cui poggia la cultura europea".
