Nel giorno della chiusura della Commissione di Inchiesta sulla comunicazione del Presidente Rossi relativa alla rimozione del dirigente Zita, i Consiglieri Mauro Romanelli e Monica Sgherri presentano una propria relazione, votata anche dai Colleghi Fuscagni e Taradash, con l'astensione della Presidente Staccioli, e il voto contrario di Giani e Manneschi.
"Leggerete la relazione quindi non stiamo a commentarla ulteriormente" - affermano i due Consiglieri di Sel e di Rifondazione Comunista - "Una relazione che ha voluto focalizzare la propria attenzione sull'elemento ideologico, che abbiamo definito un vero e proprio Pensiero Unico, del fare presto come principale se non unica priorità, che passa sopra alle buoni prassi amministrative, al principio di precauzione, all'ascolto di cittadini, comitati, mondi tecnici e scientifici che propongono alternative".
"Una linea politica, un vero e proprio mantra, che ovviamente ha cozzato contro la personalità indubbiamente spiccata di un funzionario orgoglioso che da molto tempo, può darsi anche troppo, ricopriva quel ruolo. Ma l'avvicendamento, qualora anche lo si condividesse in termini di un generale buon principio di rotazione, si è verificato con una tempistica tale da attrarre la inevitabile e quindi giusta attenzione della Magistratura, visto quanto emerso su tutta la vicenda, ed è comunque stato condotto con modalità perlomeno discutibili e frettolose, e certo non all'interno di un complessivo e meditato avvicendamento di tutti o di molti ruoli dirigenziali dell'amministrazione regionale".
"Si può dire dunque che Zita, maltrattato in maniera a nostro parere ingenerosa nella relazione di Rossi, considerata invece la stima diffusa per il suo lavoro che abbiamo rilevato da diverse fonti, è rimasto vittima di una logica tutta politica, ideologica, che rappresenta un segno dei tempi, e che non ci piace".
"Altri aspetti dovrà valutarli la Magistratura, ovviamente. A noi compete rilevare, e lo facciamo con piacere, perché non ci preme condannare a tutti i costi l'amministrazione della nostra Regione, che nella valutazione della vicenda legata al destino delle terre di scavo la linea corretta e rigorosa tenuta prima della rimozione di Zita è stata in effetti mantenuta, ovviamente scontate le modifiche di Legge, sulle quali però vorremmo capire quanto sollecito al Governo sia venuto anche dai nostri territori. Ma certamente non vi è stato, ed è una fortuna, un automatico e facile sblocco, anzi a tutt'oggi la questione è da definire, ed è affidata ad una Commissione apposita" - concludono Romanelli e Sgherri.
Fonte: Ufficio Stampa
