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Alluvione, Sel: "Dare priorità alla fragilità del territorio, la Tirrenica un grattacielo sulle sabbie mobili"

L'alluvione a Manciano

"Si metta fine al gioco dello scaricabarile e si lavori da subito per mettere in sicurezza la Maremma, flagellata per l'ennesima volta da un disastro che poteva essere evitato".

A chiederlo sono le parlamentari toscane di Sinistra Ecologia e Libertà, on. Marisa Nicchi e sen. Alessia Petraglia, insieme al coordinatore provinciale grossetano del partito, Marco Sabatini.

"Non sono bastati i morti di due anni fa, non è bastata l’alluvione del 2012 per impegnare il Governo a investire risorse per tutelare il nostro fragile territorio - ricorda Sabatini - Lo Stato si è dimenticato della Maremma, che deve fronteggiare le numerose emergenze soltanto con i finanziamenti regionali e locali”.

"Le politiche economiche degli ultimi trent'anni hanno sfruttato fino allo stremo il nostro territorio e l'ambiente, creando danni irreparabili in nome di uno sviluppo insostenibile - osserva Petraglia - L'eccezionalità di ogni evento meteorologico non può essere più un alibi, perché di eccezionalità ormai non possiamo più parlare. Nè possiamo limitarci a scaricare tutte le responsabilità sui Consorzi di bonifica, sui Comuni e sulle Regioni perché la vera responsabilità è di chi ha governato in questi anni, affrontando le situazioni di emergenza e facendo troppo poco per la prevenzione e la manutenzione. Fronteggiare le emergenze ha costi enormemente superiori rispetto a quelli che si dovrebbero sostenere per la messa in sicurezza, destinando risorse ai Comuni, il livello ottimare per individuare le aree di intervento. Al Governo chiediamo di lanciare, per la Maremma e per tutta l'Italia, l'unica versa grande opera necessaria, un piano straordinario per il riassetto idrogeologico, fatto di migliaia di piccole opere, preziosi investimenti per la nostra sicurezza e per il nostro futuro, con ricadute positive in termini occupazionali".

"Non è l'autostrada Tirrenica a salvare la vita - osserva Nicchi - Quello che serve alla Maremma è la messa in sicurezza del territorio, non certo opere faraoniche. E’ necessario investire sulla sicurezza per impedire che si ripetano tragedie simili. Lo avevamo già detto due anni fa e lo abbiamo ripetuto negli ultimi mesi, ma nessuno ci ha mai ascoltato. Il Governo non ha investito nemmeno un euro per la difesa del suolo maremmano, spendendo invece centinaia di migliaia di euro per la realizzazione dell’autostrada. E’ come costruire un grattacielo sulle sabbie mobili. E’ inutile costruire progetti grandiosi in un territorio che affonda. Il Governo deve dare priorità alla fragilità territoriale della Maremma, altrimenti tra due anni saremo a piangere nuovamente i nostri morti”.

 

Fonte: Ufficio Stampa

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