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Lavoro, fatturato in crescita per le coop di servizi. Insieme fanno un milione di euro

Fatturato in crescita e mai così alto, occupazione in calo ma in modo più contenuto rispetto ad altri settori, patrimonio netto in crescita. Sono i risultati raggiunti – durante e nonostante la crisi – dal mondo di Legacoop Servizi Toscana, l'associazione di Legacoop che riunisce 360 cooperative attive in settori come autotrasporto e logistica, sociale, multiservizi (pulizie, manutenzioni, facility management), ristorazione, turismo e servizi culturali.

I dati sono stati illustrati stamattina nel corso del congresso di Legacoop Servizi Toscana, che ha visto la partecipazione tra gli altri del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e del sindaco di Firenze Dario Nardella, oltre al direttore della Scuola Normale Fabio Beltram, l'economista Giulio Sapelli, il direttore dell'Irpet Stefano Casini-Benvenuti, Alessandro Amadori di Coesis Reserach, il segretario della CGIL Toscana Alessio Gramolati, il presidente di Legacoop Toscana Stefano Bassi e quello di Legacoop Servizi Fabrizio Bolzoni.

Nel 2013 le cooperative di servizi aderenti a Legacoop hanno superato nel loro complesso il miliardo di fatturato (1.005.095.457 euro, per la precisione): è il miglior risultato della storia dell'associazione toscana e segna un incremento importante (+ 5,6%) rispetto al 2008, primo anno della crisi, e anche rispetto all'anno precedente (+ 2,9%).

A fare da traino sono stati i settori dell'autotrasporto e logistica e del sociale, con un fatturato 2013 pari rispettivamente a 358 milioni di euro e oltre 314 milioni di euro. Buone anche le performance dei settori turismo (+5,4% di fatturato rispetto al 2012), multiservizi (+1,9%) e ristorazione (+1,2%).

Nelle imprese che aderiscono a Legacoop Servizi Toscana lavorano 24mila persone, di cui oltre 16.500 sono anche soci delle cooperative in cui sono impiegati. Dal 2012 al 2013 l'occupazione è diminuita del 2,3%, ma continua ad essere caratterizzata dalla forte presenza di due categorie spinte dalla crisi ai margini del mercato, se non proprio fuori: le donne e i giovani altamente scolarizzati, che rappresentano rispettivamente oltre l'80% e il 60% degli addetti delle cooperative di servizi toscane.

“Le nostre cooperative – dice Angelo Migliarini, presidente di Legacoop Servizi Toscana – puliscono strade e scuole, trasportano farmaci, benzina e la merce che riempie gli scaffali dei supermercati, assistono anziani e disabili, gestiscono nidi d'infanzia. In pratica, se i nostri soci-lavoratori smettessero di lavorare l'intera Toscana si fermerebbe. Eppure – spiega Migliarini – continuiamo ad essere un po' considerati come 'figli di un dio minore', un costo da comprimere alla prossima spending review. Un errore tragico, non solo e non tanto perché va a scapito nostro, ma perché senza scommettere su un terziario avanzato a servizio dei cittadini e delle imprese, difficilmente l'Italia potrà avere una vera ripresa economica”.

Rossi a Legacoop Servizi: "Chiamati a un duro sforzo per la ripresa"

"Negli anni della crisi il mondo della cooperazione, anche quello dei servizi, ha tenuto, e non era affatto scontato. La formula della cooperazione nell'impresa dà forti garanzie e può avere grande spazio per il futuro". E' questa la valutazione (e l'auspicio) formulata oggi dal presidente Enrico Rossi nel corso del suo intervento all'assemblea di mandato di Legacoop Servizi, che si è svolta nell'auditorium di Sant'Apollonia a Firenze.

"Certo anche il mondo della cooperazione esce colpito da questi anni di crisi, ma per alcuni aspetti risulta rafforzato – ha proseguito Rossi - Nella crisi ci sono elementi di selezione: c'è chi tiene e c'è chi regredisce. Chi anche nella crisi decide di resistere, investire, innovare e qualificare l'offerta non viene travolto. L'impresa che regge è quella che investe gli utili e le istituzioni sono sue alleate. Quanto è accaduto nella cooperazione è la riprova di questa formula generale".

Il presidente ha ribadito che la Toscana ha espresso energie straordinarie di reazione e un livello generale di tenuta basata su alcuni punti di forza: l' export, i distretti industriali, la tenuta degli investimenti da parte delle istituzioni, che hanno mantenuto un metodo definito da Rossi "cruciale", quello del dialogo, del confronto, della concertazione. "Ma ora – ha proseguito – siamo chiamati a un duro sforzo, dobbiamo chiamare in causa le energie migliore e chiedere alle forze sociali tutte, imprenditori, sindacati e anche istituzioni, cosa possono portare in termini di produttività e competitività. Un duro sforzo – ha ripetuto – che va fatto con equità, con chiarezza, con un senso di missione rispetto al futuro".

Tre gli esempi toccati da Rossi. Il primo è stato il porto di Livorno. "Lì ci giochiamo pezzo importantissimo della Toscana – ha detto - Noi siamo disposti a fare investimenti, ma complessivamente siamo molto indietro: è stata fatta una analisi di competitività su quel porto? E' un tema serio che pongo a tutti".

Secondo punto il welfare. "Per difendere il principio universalistico del nostro welfare – ha detto Rossi - mi batterò fino in fondo, perché è un fattore di competitività. Il nostro sistema sanitario è per qualità il terzo nel mondo. Invito tutti a uno scatto di orgoglio di fronte agli attacchi privatistici a cui è sottoposto. Ma dobbiamo anche discuterne una declinazione più aperta e flessibile".

Infine i servizi alle imprese. "La frammentazione del nostro sistema è lo specchio della frammentazione del sistema produttivo. Bisogna favorire momenti di aggregazione, almeno in certi settori che l'Irpet può aiutarci a individuare, su cui la cooperazione – ha concluso il presidente - può giocare una carta importante, per raggiunger una soglia competitiva ed adeguata".

Nardella, a Firenze progetto di formazione

A Firenze un progetto di formazione universitaria dedicato al privato sociale: lo ha annunciato il sindaco Dario Nardella, che stamani ha partecipato all'assemblea di Legacoop Servizi Toscana. "Firenze - ha detto - può fare da modello nazionale per lo sviluppo della cooperazione che sempre di più rappresenta l'altra faccia del governo dei territorio, del rapporto tra pubblico e privato sociale".

Nardella ha spiegato ai cronisti di aver "già parlato con il rettore dell'Università di Firenze per avviare nella nostra città un progetto di formazione universitaria o anche post laurea dedicato alla preparazione professionale dei giovani: abbiamo bisogno di profili specializzati, di persone che sappiano lavorare in un contesto non semplice come quello del privato sociale. Insomma un corso dedicato alla cooperazione da cui possano uscire dei veri e propri professionisti del settore che necessità di qualità ed esperienza". Inoltre, ha concluso il sindaco, "domani mattina a Firenze, durante la riunione con i sindaci delle città metropolitane, proporrò che si stringa un accordo tra città metropolitane e mondo della cooperazione per lo sviluppo dei nostri territori".

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