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La lista 'Ricostruiamo': "In consiglio nessun cambiamento, solo tasse"

Da sinistra: Gustavo Pagni, Letizia Quaglierini e Gianpaolo Sordi con il logo della lista civica 'Ricostruiamo Santa Croce e Staffoli' (foto gonews.it)

Nella discussione del bilancio preventivo un aspetto preponderante è stato senz’altro quello relativo alla IUC e avremmo dovuto aspettarci dei radicali cambiamenti di tendenza, visto il progetto elettorale che proclamava di mettere mano a tante cose per aiutare le imprese, per ridare dignità al paese. Invece, quello che si è letto nei “numeri” è stato solo un proseguo di quanto c’era stato prima.

Della TASI avevamo già discusso nello scorso consiglio comunale e brevemente ricordo che oltre metà dell’importo dell’imposta per i SERVIZI INDIVISIBILI, è stato invece previsto di destinarlo a servizi socio assistenziali (contributi per disagi abitativi, per vitto, per il Maricò, oltre a una cospicua voce per la società della salute) che a quanto ci consta non sono servizi non soggetti a domanda, pertanto PERFETTAMENTE DIVISIBILI. Viceversa, alle strade, ai parchi, alla sicurezza e all’ordine pubblico poco più del 40%. Credo che questo dato, un cittadino, lo possa commentare da solo.

Per quanto riguarda l’IMU, avevamo già quasi raggiunto la vetta più alta con il sindaco Ciaponi ma è stato pensato di superare quel triste primato elevando al tetto massimo l’aliquota per gli immobili produttivi.

Questo conferma solamente quello che da decenni è in uso da queste parti: attingere quanto più possibile da quella categoria che ha fatto la fortuna del paese ma, purtroppo, di vacche grasse da mungere ce ne sono rimaste ben poche e quelle poche hanno quotidianamente da compiere sforzi notevoli, con ingenti spese in investimenti che gli possano consentire di rimanere competitivi a livello internazionale.

Abbiamo sentito da più membri della Giunta e della maggioranza, ieri sera, decantare le agevolazioni destinate ad alcune categorie ma riteniamo, a conti fatti, che siano provvedimenti di poco significato e che le categorie dei commercianti vadano tutelate e sorrette con altre misure maggiormente incisive.

TARI. Ancora una volta si cerca di mitigare quello che è il principio della tariffa. Questa amministrazione era da anni morbosamente legata alla TARSU, ovvero una tassa patrimoniale che come impostazione ideologica era antitetica alla tendenza europea: paga di più chi inquina di più, a S. Croce invece pagava di più chi aveva l’immobile più grande, a prescindere da quanta quota di indifferenziato vi si producesse in quella casa.

Infatti, pur non potendo allontanarsi dallo spirito della legge, si è recuperato agevolazioni che premieranno chi ha un maggior numero di abitanti residenti nella stessa unità.

Anche per la TARI, come per l’IMU, ritengo che le agevolazioni elaborate non siano fiscalmente eque. Al di là di volersi fare paladini difensori di una piccola percentuale di attività commerciali, che per altro a nostro avviso dovrebbero essere aiutate in ben altri modi (vedi attività commerciali, bar ecc. del centro, ma non è questa la sede per parlarne), si è dato un solo e piccolo (alquanto modesto) contributo a un numero di attività che (una più una meno) sono ampiamente al di sotto delle centinaia. Facendo una valutazione globale, l’impegno profuso per aiutare determinate categorie, anche in questo caso, non potrà risollevare le sorti del commercio a S. Croce, in profonda agonia.

Un altro aspetto molto discutibile è quello relativo al gestore unico: sulla stampa di ieri la Ecofor, componente di Geofor, è stata definita ASSUNZIONIFICIO. E noi contestiamo che se pur non possiamo fare a meno di rinunciare al gestore, almeno che questa amministrazione si adoperi e pretenda, ricontratti, cercando di migliorare il servizio, invece di rimanere acquiescente con un sistema “azienda” da sempre cara al cuore pulsante del PD.

Questo ci costa, nella voce costi comuni diversi ben 90.000,00 € per il fondo svalutazione crediti, 21.060,00 per gli interessi passivi dei mutui e 10.500,00 per imposte e tasse, senza considerare anche 17.000 € per la manutenzione delle discariche post-chiusura. E potrei continuare all’infinito sulle chicche che si possono trovare nel piano finanziario di GEOFOR e che gravano illegittimamente sulle tasche dei contribuenti.

L’ultimo aspetto della IUC riguarda l’IRPEF: oltre ad essere confermate le aliquote massime per alcune fasce di cittadini più fortunati, sono stati mantenuti anche gli aumenti imposti lo scorso anno alle categorie meno abbienti anziché ridurle, visto il momento difficoltoso in cui siamo. Con molta riluttanza, per amor di conoscenza, durante la campagna elettorale ci siamo cimentati nel cercare di capire cosa era costata in 5 anni l’aliquota irpef a una famiglia di operai con 2 figli minori.

Ebbene, non sto qui a riportare cifre e percentuali ma vi dico che in 5 anni è stato portato via a quella famiglia la possibilità di andare un anno in vacanza, oppure se di andare in vacanza non si parlava perché i bisogni erano ancora più ingenti, di comprare abbigliamento e scarpe ai propri figli per un anno intero, o di pagare diverse utenze. Insomma, una cifra paragonabile quasi a uno stipendio di un lavoratore dipendente, categoria che dovrebbe essere molto cara a questa Amministrazione.

Fulvia Quirici, consigliere comunale di Ricostruiamo S. Croce e Staffoli

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