“In merito all’indagine dell’Autorità nazionale anticorruzione sul passante Alta velocità di Firenze non abbiamo informazioni, se non quelle apparse sulla stampa. Né l’Agenzia regionale di protezione ambientale, né l’Osservatorio ambientale nazionale AV sono stati interessati”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, rispondendo ad un’interrogazione di Monica Sgherri (capogruppo Rc-Ci).
Ceccarelli ha poi precisato che Arpat è venuta a conoscenza sempre dalla stampa di presunte irregolarità nella gestione delle terre di scavo presso il cantiere dei Macelli e, in seguito alla ripresa dei lavori il 25 agosto scorso, è stata programmata un’ispezione ai cantieri per approfondire anche gli aspetti segnalati dagli organi d’informazione. “La realizzazione del nodo fiorentino dell’Alta velocità è un’opera strategica per lo sviluppo di Firenze e della Toscana in termini ambientali, economici trasportistici – ha aggiunto l’assessore –. C’è da augurarsi la massima celerità e completezza nelle indagini in corso e soprattutto che proseguano i lavori in un clima di sicurezza e trasparenza per completare un’opera che serve al futuro della nostra regione”.
Ceccarelli si è quindi soffermato sui contratti di appalto e sulla loro eventuale rescissione, ricordando come già dallo scorso anno il presidente Rossi abbia agito a tutela dell’ente Regione e degli interessi condivisi, con una diffida a Rete ferroviaria italiana, Italferr e Nodavia, specificando che sarà richiesto il risarcimento integrale dei danni subiti, se i comportamenti denunciati dalla Procura della Repubblica di Firenze saranno confermati in via giudiziaria.
Monica Sgherri ha dichiarato nella replica di essere “profondamente delusa”. A suo giudizio, l’apertura dell’indagine da parte dell’Autorità nazionale anticorruzione, insieme all’ennesima denuncia di un comitato, “dovrebbero indurre alla sospensione dei lavori, per un principio di cautela, che invece non si vuol seguire”.
LA NOTA DI SGHERRI
Passante Alta Velocità di Firenze. “Profondamente delusa dalla risposta dell’assessore. Le ultime vicende avrebbero consigliato, per un principio di cautela e auto tutela dell’interesse pubblico generale, di attivarsi in tutte le sedi almeno per sospendere la prosecuzione dei lavori, invece si ribadisce l’avanti tutta. Così Monica Sgherri – esponente di Rifondazione Comunista e capogruppo di “Rifondazione Comunista – C.I.” in Consiglio Regionale in merito alla risposta, oggi in aula da parte dell’assessore ai trasporti, all’interrogazione da lei presentata. “Oltre alle inchieste della magistratura in atto da tempo (e su questioni esiziali, come fra le altre sulla qualità dei materiali ignifughi per il rivestimento delle gallerie), abbiamo assistito ultimamente – a quanto anche riportato dalla stampa – all’apertura di un fascicolo da parte dell’autorità nazionale anticorruzione (che sarebbe incentrato su numerosissimi aspetti della vicenda quali allungamento dei tempi di realizzazione, dei costi ecc), senza dimenticare un esposto alla magistratura da parte di un associazione sulla questione della presunta miscelazione al cantiere dei macelli di terre provenienti dai cantieri, con altre terre. Insomma un quadro che imporrebbe la cautela, mentre si va nella direzione opposta. Inoltre – prosegue Sgherri – la risposta giunta in aula sulla questione delle eventuali penali per la rescissione dei contratti è stata piuttosto sbrigativa – citato il codice dei contratti-. Mi riservo quindi di analizzare più puntualmente la risposta e non mancherò di tornare sulla vicenda, centrale per il futuro di Firenze e di forte impatto per la Toscana tutta.”
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
