
Gli accertamenti effettuati con appostamenti e una serie di investigazioni hanno confermato una continua attività di caccia con mezzi non consentiti: addirittura i bracconieri si erano preparati un'auto con faro laterale per illuminare i vigneti dell’azienda agricola, così da poter sparare al buio agli animali abbagliati dalla luce.
Dopo una dettagliata relazione, la Procura della Repubblica di Firenze, ha provveduto ad emettere un ordine di perquisizione domiciliare e locale dell’azienda agricola.
Sono state rinvenute una rivoltella senza marca e senza denuncia, due fucili calibro 24 e 24 cartucce calibro 12 senza denuncia, tagliole per volpi, una trappola e la preda di tali armi: un tracio di capriolo ancora sanguinante.
Il proprietario, un agricoltore sessantenne di Rignano sull'Arno, si è giustificato dicendo di essere autorizzato dalla Provincia all’abbattimento di animali, in particolare i cinghiali, per arginare gli ingenti danni alla produzione agricola che gli animali gli causerebbero.
Le guardie zoofile hanno segnalato l'uomo alla autorità giudiziaria. I reati: porto di armi non denunciate e caccia con mezzi vietati.
Fonte: Enpa Firenze