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Istruzione, formazione e lavoro: per la commissione Affari istituzionali regionale legittime le modifiche al Testo unico

Le modifiche al Testo unico sull’educazione, formazione e lavoro sono legittime e coerenti con l’ordinamento statutario e costituzionale. Lo ha deliberato a maggioranza la commissione Affari istituzionali, presieduta da Marco Manneschi (Tcr), sottolineando che nella proposta di legge sono contenute previsioni che “consentono di ritenerla non adottata in violazione dell’Intesa Stato Regioni siglata in materia l’11 settembre scorso”.

L’ufficio legislativo del Consiglio regionale aveva, infatti, espresso alcune preoccupazioni sulla coerenza della proposta con l’Intesa raggiunta in Conferenza unificata, che prevede una sospensione da parte delle Regioni di provvedimenti di riordino del settore, in attesa dei decreti attuativi della normativa nazionale.

La proposta di legge prevede che l’operatività dell’Agenzia sia subordinata alla piena attuazione della riforma istituzionale introdotta dalla legge Del Rio, ma non è chiaro cosa succede se alcune previsioni regionali risultassero in contrasto con la disciplina nazionale.

“C’è il pieno rispetto del principio di leale collaborazione” ha precisato l’assessore al lavoro Gianfranco Simoncini, presente alla seduta insieme all’assessore all’istruzione Emanuele Bobbio. Secondo Simoncini l’evoluzione dello scenario nazionale rende necessario avviare fin da subito il percorso di costituzione dell’Agenzia regionale del lavoro, a cui attribuire compiti e funzioni sul collocamento, servizi per l’impiego e politiche attive del lavoro, finora di competenza delle province. L’assessore, anche nella sua veste di coordinatore sui temi del lavoro nella competente commissione della Conferenza delle Regioni, ha assicurato che la proposta di legge è perfettamente coerente con le indicazioni nazionali. “Con l’imminente fine della legislatura regionale - ha sottolineato - non adottare la legge rischia di far slittare l’operatività del settore di un anno”.

“Le obiezioni sollevate dagli uffici legislativi non sono superabili sul piano giuridico – ha osservato il vicepresidente della commissione Alessandro Antichi (Forza Italia), annunciando il voto contrario - Siamo di fronte ad una legge manifesto, fatta solo per tranquillizzare i dipendenti pubblici interessati”. Il consigliere Gabriele Chiurli (gruppo Misto) ha dichiarato il voto di astensione.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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