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Il vicepresidente del comitato promotore della Popolare: "Il traguardo della banca è vicino"

Mancano esattamente due mesi al termine della raccolta del capitale sociale della Banca Popolare di Prato (la dead line stabilita dalla Consob è il 24 novembre). In attesa di questi 60 giorni densi d’impegni per il Comitato Promotore della costituenda azienda di credito, traccia un primo bilancio del progetto Alessio Pacini, vicepresidente del progetto assieme a Gianfranco Ghilardi.

“Un’iniziativa nata per il bene della città – sostiene Pacini – per il quale nessuno degli oltre 50 promotori ha preso un centesimo. Anzi, ci siamo autotassati per sostenere le inevitabili spese che un progetto così importante comporta. Lo abbiamo fatto con orgoglio e passione, perché crediamo che il territorio meriti, e abbia bisogno, di una sua banca di riferimento. Una banca snella nella gestione, popolare, dove ogni centesimo raccolto sia messo a disposizione delle famiglie e delle aziende pratesi. Un’azienda di credito rigorosa, con dispositivi per non farsela ‘portare via’ una volta realizzata e che nasce senza le sofferenze che tutte le banche, grandi e piccole, oggi manifestano. Sofferenze di bilancio che inevitabilmente si ripercuotono sui correntisti con pesanti balzelli”.

Oltre 400 le persone (fisiche e giuridiche) che hanno sottoscritto una o più quote della Popolare di Prato, mentre sulla raccolta, superato il giro di boa (5 milioni), vige il più stretto riserbo da parte della Consob per quest’ultima fase, al fine di evitare eventuali azioni speculative. “Aziendi grandi e piccole, noti professionisti, associazioni, ma anche tante persone comuni – aggiunge Pacini – hanno creduto nel progetto con entusiasmo, pur non essendo il momento economico dei più facili. Forse ci aspettavamo un impegno maggiore da parte delle istituzioni e dalle associazioni di categoria, ma probabilmente non sono particolarmente interessate a risolvere il problema della morsa creditizia nella nostra area. Un banca del territorio, come sostengono tutti gli economisti, sarebbe un toccasana per l’economia pratese. Peccato”.

In questi dieci mesi gli “appelli” alla cittadinanza non sono mancati da parte della Popolare di Prato, cosa si sente di aggiungere il vicepresidente del Comitato Promotore? “Dei vantaggi per il territorio e i singoli abbiamo già parlato diffusamente – chiosa Pacini – e anche di quanto sia profittevole investire in una start up bancaria in questa fase. I piccoli risparmiatori, oggettivamente, hanno già pienamente compreso la nostra proposta, aderendo in massa all’iniziativa. Magari è possibile spendere due parole per chi ha risorse più ingenti da investire: nonostante le proposte finanziarie siano tantissime, diversificare il proprio portafoglio investendo in una nascente azienda di credito può essere una mossa vincente. Il nostro piano industriale prevede una rivalutazione della quota iniziale crescente ed essendo stato rapidamente avallato dalla Consob c’è da credere che ci siano le condizioni per rivalutare rapidamente l’investimento. Un’idea per un fondo pensione alternativo, molto sicuro, anche perché la Popolare di Prato è da considerarsi una banca generazionale, che crescerà senza storture dettate dal fare utili con la mera speculazione, ma investendo sulla crescita di un territorio, quello di Prato, che ha ancora tante idee e risorse imprenditoriali per prosperare”.

La parola d’ordine, per questa ultima fase della raccolta del capitale sociale della Banca Popolare di Prato, è quindi diversificazione (dei propri investimenti). E il Comitato Promotore si augura che questo messaggio passi, affinché tra due mesi Prato possa avere la sua banca.

Fonte: Ufficio stampa

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