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Gracci e Poggianti contro il registro dei matrimoni gay: "Si pensi ad abbassare le tasse"

Andrea Poggianti, presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale di Empoli e Francesco Gracci dell'UDC (foto gonews.it)

"Invece di pensare a creare nuove "famiglie", il Sindaco Barnini pensi piuttosto a ridurre le tasse alle famiglie empolesi esistenti che verranno ulteriormente vessate dal saldo Tares 2013 entro la fine di settembre."

Con queste parole Francesco Gracci, UDC e Consigliere comunale di Empoli de "Il Centrodestra per Empoli"  ed Andrea Poggianti, Portavoce Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale di Empoli e Primo dei non eletti con 155 preferenze nella stessa lista di Gracci alle scorse elezioni comunali, introducono la loro posizione sulla direttiva del sindaco PD che "consente" la trascrizione dei matrimoni gay celebrati all'estero nel comune di Empoli.

"Come il registro delle coppie di fatto emanato nel 1993, anche la trascrizione dei matrimoni gay celebrati all'estero nel Comune di Empoli, altro non è che un atto ideologico e pressochè privo di conseguenze giuridiche (effetti solo dichiarativi) volto a destabilizzare il patrimonio più importante della nostra società, la famiglia naturale, ed allo stesso tempo, propinare l'ideologia gender. Il tema delle unioni omosessuali è molto delicato e come minimo doveva essere affrontato preventivamente in sede consiliare, prima di procedere alla "direttiva a sorpresa". Temiamo che questo atto sia oltre che altamente politicizzato, uno strumento regolatore di controversie correntizie interne al PD, locale e non solo. "

Andrea Poggianti,anche  laureando in Giurisprudenza a Firenze, entra nel merito giuridico della direttiva del Sindaco e precisa:

"La materia matrimoniale è di competenza statale e solo al legislatore spetta all'interno di un confronto democratico, parola molto abusata da alcuni, entrare o meno nel merito della questione delle unioni civili, intese in senso ampio al di là dell'orientamento sessuale. La forzatura empolese non farà altro che creare un gravissimo "vulnus" sociale e giuridico con la solita demagogia.

Nella direttiva del Sindaco Barnini si chiamano in causa varie corti che affermerebbero la legittimità dei matrimoni gay e della loro trascrizione, ma tali richiami sono solo parziali.

In merito alla CEDU ed alla Carta di Nizza, documento UE che recepisce la CEDU oggi con forza di trattato a seguito del Trattato di Lisbona del 2007, la stessa Corte Costituzionale ci offre nella sentenza 138/2010, l'unica vera interpretazione internazionale ed europea vincolante in merito ai "matrimoni omosessuali":

"gli artt. 8 e 14 della CEDU, sia gli artt. 7 e 21 della Carta di Nizza contengono disposizioni a carattere generale in ordine al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al divieto di discriminazione, peraltro in larga parte analoghe. Invece gli articoli 12 della CEDU e 9 della Carta di Nizza prevedono specificamente il diritto di sposarsi e di costituire una famiglia. Per il principio di specialità, dunque, sono queste ultime le norme cui occorre fare riferimento nel caso in esame.

Orbene, l’art. 12 dispone che «Uomini e donne in età maritale hanno diritto di sposarsi e di formare una famiglia secondo le leggi nazionali regolanti l’esercizio di tale diritto».

A sua volta l’art. 9 stabilisce che «Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio»."

Nella stessa sentenza, poi, si dichiara l'inammissibilità del ricorso sull'incostituzionalità degli artt. 85 - 89 cod. civ. sancendo ancora una volta che il riferimento a "marito" e "moglie" implica un'interpretazione del matrimonio come atto costitutivo di una famiglia naturale (così anche per l'art. 29 Cost.)

Anche se la Corte di Strasburgo nei confronti di altri Stati si è espressa ultimamente a favore dei matrimoni gay, ciò non toglie che quest'ultima non abbia forza cogente sul nostro ordinamento, quindi nè abrogativa e nè innovativa di norme, ma solo persuasiva nel rispetto delle singole sensibilità nazionali. Tant'è vero che, la nostra stessa Corte Costituzionale in un'ordinanza successiva (n. 276/2010), sancisce che non vi sia nessuna discriminazione verso le coppie gay a non riconoscere loro il matrimonio poichè esso, istituto fondante della famiglia naturale, "non è omogeneo" alla loro condizione. (nessuna violazione dunque degli artt. 2 e 3 Cost.).

Passando poi alla trascrizione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso celebrati all'estero, è chiaro al riguardo il Diritto Internazionale Privato e Processuale, ed in particolare, la L. 218/1995 che li vieta in base al "limite di ordine pubblico":

L'art. 65 della L. 218/1995 stabilisce infatti che le sentenze in materia di rapporti di famiglia siano riconosciute automaticamente, in virtù del richiamo operato dalle nostre norme di conflitto del nostro ordinamento, salvo in due condizioni: violazioni del diritto di difesa e del limite di ordine pubblico, cioè dei principi fondamentali del nostro ordinamento poichè potrebbero produrre effetti contrastanti.

Varie sono le sentenze che indicano nel matrimonio fra uomo e donna un principio fondamentale per il nostro ordinamento tanto da essere confermato anche come limite preventivo nei casi di scelta della legge applicabile nell'ipotesi di giurisdizione italiana, cioè come "norma di applicazione necessaria".

Per simpatia territoriale, citerò la sentenza della Corte d'Appello di Firenze (App. Firenze, 6 dicembre 2006, decr.), confermata poi in Cassazione ( Cass., 17 marzo 2009, n. 6441), con la quale si conferma che di fronte all'unione fra persone dello stesso sesso, viene in gioco il limite di ordine pubblico e dunque il non riconoscimento dell'unione all'interno dell'ordinamento italiano.

Meritano di essere poi ricordate tre circolari del Ministero dell'Interno in materia di registri dello stato civile dirette all'ufficiale di stato civile, qualora qualche giudice, come quello di Grosseto, ritenesse relativo nel tempo il limite successivo di ordine pubblico:

- 26 marzo 2001 <<non è trascrivibile il matrimonio celebrato all'estero tra omosessuali, tra cui uno italiano.>>

- 18 ottobre 2007 << al momento di trascrivere un matrimonio contratto all'estero da un cittadino, pongano particolare cura alla verifica che i due sposi siano di sesso diverso>>

- 13 ottobre 2011 << il consenso di entrambi i coniugi costituisce sempre un  requisito essenziale>>, dopo precisando che con coniugi si intende: "marito e moglie"."

"E' veramente disdicevole che si speculi politicamente sui sentimenti delle persone e sulle basi naturali e costitutive della nostra società come il matrimonio fra un uomo ed una donna, nucleo essenziale per la crescita della prole. - chiosano Francesco Gracci ed Andrea Poggianti - Con un approccio totalmente laico, mantenendo tuttavia ciascuno poi il proprio credo, siamo totalmente contrari al riconoscimento ed alla trascrizione delle unioni omosessuali ed auspichiamo che venga aperto un confronto con la cittadinanza visto che, stando anche al sondaggio di gonews.it, limitato ma pur sempre più democratico dell'iniziativa liberale del Sindaco Barnini, ben il 62% dei lettori del giornale online sono contrari ai matrimoni gay."

Francesco Gracci conclude: "Presenterò intanto nel prossimo consiglio comunale una mozione per revocare la direttiva del sindaco e conseguentemente, se non ci sarà un'apertura al confronto con la cittadinanza come da noi auspicato, valuteremo l'opportunità di proseguire la nostra ferma opposizione attraverso altre azioni istituzionali o legali".

Andrea Poggianti - Francesco Gracci

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