Ha fatto discutere la decisione della casa editrice Ibiskos Risolo di pubblicare la raccolta di poesie scritte da Matteo Gorelli, il ventiduenne adesso agli arresti domiciliari nella comunità Exodus di don Mazzi per l’omicidio del carabiniere Antonio Santarelli e il grave ferimento di un altro militare a Sorano in un’aggressione avvenuta il 25 aprile 2011.
La notizia, pubblicata anche da gonews.it, ha scatenato una serie di commenti, sia sul nostro sito che sul social network facebook. Di seguito riportiamo la posizione della stessa casa editrice nella quale viene spiegata questa scelta e come è nata l'idea di pubblicare il testo dal titolo ‘A 20 anni tra nebbia e ossigeno’.
"Salve a tutti i lettori. Premesso che rispettiamo le opinioni di tutti e non amiamo i toni sensazionalistici né offensivi, siamo stupiti dal tenore e dal contenuto di alcuni commenti che abbiamo letto su facebook. Questa risposta è rivolta esclusivamente a loro. Per fortuna altre persone e tutti i giornalisti, compreso lo staff di gonews.it, hanno trattato l'avvenimento con il giusto distacco e mirando a informare. Prima di sparare inesattezze e sentenze sulla nostra decisione di pubblicare le poesie di Matteo Gorelli, forse prima bisognerebbe informarsi. È un vizio italiano quello di trasformare le supposizioni in verità assolute. Matteo e sua madre Irene, tempo fa, ci contattarono per parlarci della raccolta di Matteo. E contattarono noi perché da trent'anni lavoriamo sul territorio (oltreché in tutta Italia) e siamo legati alle vicende e alle persone della nostra zona.
Chi collabora con noi e ci conosce bene, lo sa. Eravamo consci e informati su di lui. Ma da editori seri e soprattutto INDIPENDENTI badiamo ai contenuti, non ai lustrini sporchi di sangue. Non rispondiamo alle regole egemoniche del mercato né allo sciacallaggio tipico di certa stampa ed editoria. Abbiamo letto le poesie di Matteo. Irene ci ha raccontato il suo percorso e il suo approccio alla vicenda. Abbiamo appreso del contatto tra Irene e Claudia, la moglie di Santarelli, che attualmente sono in buoni rapporti. Abbiamo fatto una serie di valutazioni. Pensate, siamo così sciacalli ed "editori di merda" (come è stato scritto) che la tiratura di Matteo è di BEN 300 copie.
Come si evince, si diventa subito ricchi subito, stravendendo in tutta Italia (perché è noto come 300 copie saturino il mercato nazionale). E, pensate quanta lungimiranza imprenditoriale, Matteo riscuoterà il ricavato delle vendite. Eh sì, siamo abilissimi a lucrare sulla cronaca. Abbiamo imparato bene dagli editori più grandi, infatti sguazziamo nell'oro. Leggere che "bisogna essere assassini per pubblicare un libro" o "c'è gente che studia per anni e non arriva a pubblicare mai" dà la misura in sé dello spessore di chi li scrive, senza bisogno di ulteriori commenti da parte nostra.
Ah, per la cronaca, tra un mese uscirà il libro scritto dalle detenute della Casa Circondariale di Empoli: abbiamo pubblicato le loro storie. Come vedete, continuiamo a fare i bravi sciacalli. Non compratelo. Perché non meritano una chance di ascolto e perché il ricavato verrà interamente devoluto a sostegno di progetti, scelti dalle detenute stesse, che contribuiranno alla risocializzazione. Per chi, invece di fare supposizioni, abbia voglia di SAPERE, restiamo a disposizione. Grazie, gonews, per lo spazio e l'approccio".
