Affrontare la questione delle unioni civili, tra coppie etero e omosessuali, a livello di Unione dei Comune e non di singolo municipio. È questa l'opinione del sindaco di Capraia e Limite, Alessandro Giunti, territorio comunale dove vivono i due sposi che lo scorso agosto si sono uniti in nozze a New York.
Il primo cittadino, a clamore sopito, ricostruisce a gonews.it le tappe con cui intende portare fino in fondo l'attivazione di un registro per le unioni civili a livello comunale.
"L'argomento era al vaglio della mia giunta fin dallo scorso luglio - spiega il sindaco remiero - prima di apprendere della decisione di Andrea Bartolini e Mauro Pagnini di unirsi in matrimonio. In quel periodo abbiamo avviato la discussione tra gli undici primi cittadini dell'Unione dei Comuni, avviando intanto un 'censimento' di chi le permette e chi ancora no. Era necessaria una verifica prima di avviare un'azione a carattere generale".
Poi è arrivata la notizia che ha interessato Capraia e Limite in prima persona. "Quando loro si sono presentati in Comune con i documenti - prosegue Giunti - abbiamo consigliato loro di ricorrere a un giudice al diniego dell'autorizzazione a trascrivere il certificato di nozze. Ricordo che l'atto dell'anagrafe è una funzione delegata dal Governo e quindi noi come Comune non possiamo far niente. Per come la vedo io sarebbe giusto dare a loro e a chi è nella stessa situazione riconoscimenti e diritti".
Veniamo adesso all'azione che in concreto la giunta limitese sta portando avanti: "Stiamo studiando il regolamento che adotta la città di Milano - illustra il primo cittadino - il quale potrebbe essere traslato con le dovute proporzioni. Al momento però è difficile parlare di tempistiche, è certo però che non sarà una cosa breve. Serve infatti prima la stesura del regolamento. Potrà rallentare il passaggio l'avvicendamento tra segretari comunali (a ottobre Paolo Campioli, a metà con Quarrata, prenderà il posto di Paola Anzilotta, ndr), poi ci sarà l'approvazione in giunta".
"Per il prossimo consiglio comunale del 30 settembre - conclude Giunti - non ce la faremo a portare il testo in approvazione. In ogni caso la nostra azione non sarà di facciata per questo il testo che ne verrà fuori sarà ragionato e strutturato. Ripeto, da parte nostra nessuna contrarietà alle unioni civili. Ora, però, dobbiamo vedere cosa fare a livello di Unione dei Comuni".
