Un’altra tegola targata Asl n. 1 cade sulla testa del Presidente Rossi. Anche il Tribunale Civile di Milano, infatti, nel decidere sulla causa di risarcimento del danno intentata dalla Regione Toscana nei confronti della società Deloitte che si era occupata dell’incriminato bilancio 2008 dell’Asl n. 1, ha con chiarezza evidenziato nella propria sentenza (qui allegata) che la Regione debba in primo luogo guardare in casa propria nell’attribuire responsabilità in merito al mega buco Asl.
Insomma, il quadro della vicenda tracciato a suo tempo dalla relazione di minoranza della Commissione d’Inchiesta Regionale trova un’ulteriore, autorevole, conferma, dopo quelle, pesantissime, già avute attraverso le pronunce del Tribunale del Riesame di Genova e del Tribunale di Massa ad esito dei procedimenti risoltisi a favore dell’ex direttore generale Delvino, che invece la Regione aveva individuato, proprio insieme a Deloitte, quali principali colpevoli del mega buco.
Nonostante tutto questo, invece, ancora oggi non solo non si è avuta traccia del mea culpa di Rossi (assessore alla sanità per 10 anni e poi presidente della Regione), ma si è assistito ad una pervicace azione della Regione, volutamente strabica, che ha del tutto escluso personaggi che hanno avuto ruoli di primissimo piano in quella vicenda: lo stesso Rossi, il responsabile scientifico Niccolò Persiani e la dirigente Carla Donati, rispetto ai quali non risultano essere state avanzate azioni idonee.
Crediamo che questo ulteriore passo verso la verità di quanto accaduto in merito al buco di circa 400 milioni scoperto nel 2010 all’Asl n. 1 di Massa Carrara dimostri una volta di più le gravi responsabilità politiche del Presidente Rossi rispetto a questa pagina nerissima della sanità toscana.
Fonte: Ufficio Stampa
