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Zingarelli, presidente del consorzio Vino Chianti Classico sul PIT: "Si è persa l'occasione per coniugare lo sviluppo alla tutela del territorio"

Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio Chianti Classico

“Mi spiace dover dare un giudizio negativo sul lavoro di tanti professionisti, ma si è persa una grande occasione per costruire uno strumento efficace in grado di coniugare lo sviluppo alla tutela del territorio. Nonostante il Piano Paesaggistico contenga principi positivi e condivisibili, mi pare però evidente che ci troviamo di fronte a una proposta incoerente, condizionata da pesanti valutazioni ideologiche. Così com'è scritta, sarebbe capace solo di ingessare l’economia agricola e innestare ripercussioni negative su quell'ambiente che la legge stessa vorrebbe tutelare”.

 

Questo lo sconsolato giudizio sulla Proposta di Piano Paesaggistico di Sergio Zingarelli, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico, che ieri ha sottoscritto insieme agli altri Consorzi Vitivinicoli toscani un vigoroso appello rivolto al Governatore Enrico Rossi affinché ripensi radicalmente la filosofia e la normativa del Piano.

 

“Più lo rileggiamo – prosegue Zingarelli – più emergono criticità e palesi incongruenze, sia nella parte normativa che in quella analitica. Ad esempio, nelle Schede d’Ambito vengono date indicazioni su come realizzare obiettivi di tutela del paesaggio in termini così ambigui e generici, che spingeranno le Amministrazioni Locali ad adottarle solo in termini vincolistici e prescrittivi.

I sindaci questo lo sanno benissimo, e lo hanno già dichiarato apertamente. Viceversa, nella Proposta di Legge che riformula la Legge 1 del 2005, approvata dalla Giunta Regionale ma non ancora dal Consiglio Regionale, si afferma chiaramente che gli strumenti della pianificazione urbanistica comunale non possono contenere prescrizioni in merito alle scelte aziendali. Queste contraddizioni ci fanno pensare che i gruppi di lavoro che hanno scritto i documenti del piano non fossero a conoscenza degli indirizzi politici generali. E in seguito nessuno ha controllato che le parti della legge fossero tra loro coerenti, oppure che non producessero effetti indesiderati.”.

 

“Se lo spirito della legge era quello di promuovere la tutela del paesaggio coinvolgendo le aziende, e non imponendo loro ulteriori regole e prescrizioni, allora non si capisce perché, in tutte le tremila pagine del Piano, non vengano mai indicati quali strumenti finanziari o normativi possono essere utilizzati a questo scopo. L’esperienza dimostra che i migliori risultati non si ottengono irrigidendo la burocrazia ed i vincoli, ma cercando di stimolare e promuovere, anche finanziariamente, le buone pratiche.

Questa è la strada giusta, e sono convinto che anche il Governatore Rossi condivida questo approccio. Voglio solo fare un ultimo esempio: non si può ricostituire per decreto un paesaggio agro-pastorale quando da un secolo non esistono le condizioni economiche per farlo. Però si possono individuare gli strumenti per stimolare le aziende a rioccupare produttivamente quelle stesse aree, in modo efficiente ed economicamente sostenibile nel rispetto del paesaggio e dell’ambiente. Diversamente sono politiche destinate al fallimento”.

 

Intanto con la Gran Fondo del Chianti Classico, una gara ciclistica non competitiva, giunta alla sua seconda edizione, che si svolgerà domenica prossima (21 settembre), le vigne del Gallo Nero diventeranno il palcoscenico ideale per una riflessione sul futuro delle belle colline chiantigiane e di uno dei territori più famosi nel mondo.

Fonte: Ufficio Stampa

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