Il dibattito che in questi giorni sta animando l'Empolese Valdelsa sulla vicenda delle nozze gay tra Andrea Bartolini e Mauro Pagnini ma soprattutto sul dare la possibilità dell'iscrizione anagrafica di tale atto è l'esempio lampante che il nostro è uno stato laico soffocato e incompiuto dove c'è ancora molta strada da fare sul tema dei diritti in generale e non solo sul riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.
La possibilità di trascrivere all'anagrafe i matrimoni contratti all'estero fra persone dello stesso sesso può essere considerato solo un primo passo importante per affrontare la questione della disparità di trattamento fra unioni eterosessuali e unioni omosessuali ed eliminare dalla legislazione nazionale tale differenza e riconoscere che il rapporto omosessuale è una sana espressione della sessualità. Questo primo atto dell'iscrizione anagrafica, insieme a quello di altri comuni, deve essere quindi considerato solo il primo passo per estendere quei diritti ormai riconosciuti in molti paesi del mondo, quei diritti che non riguardano solo i matrimoni ugualitari ma per esempio anche le adozioni di minori tra coppie omosessuali e il riconoscimento di tutte le coppie di fatto.
Non mancherà quindi il nostro impegno in Consiglio Comunale sulla creazione di un registro sulle coppie di fatto, pur ritenendo che per noi di 'Impegnarsi per Capraia e Limite' questo deve essere un primo atto per sensibilizzare l'opinione pubblica e per aprire il dibattito a livello nazionale e per andare ad affrontare tematiche che ormai riguardano questioni di civiltà".
Claudio Ometto, capogruppo 'Impegnarsi per Capraia e Limite'
