“Bisogna provvedere a restituire equità di trattamento a chi ha lavorato anni senza un’ inquadramento consono all’attività svolta. E’ vergognoso che il personale col cosiddetto ‘contratto a convenzione’, ovvero coloro che svolgevano attività continuativa e subordinata presso le allora USL senza tuttavia godere delle garanzie previdenziali proprie dei lavoratori con contratto per rapporto di lavoro subordinato,poi inquadrati nei ruoli nominativi regionali per legge del ’85, si trovino adesso al paradosso di non avere il pieno riconoscimento dell’anzianità di servizio per gli anni pregressi”. Questo il commento dei consiglieri regionali di Toscana Civica Riformista Marco Manneschi, Marta Gazzarri e Giuliano Fedeli alla mozione, presentata dal Gruppo in Consiglio regionale, sulla richiesta di chiarezza circa l’anzianità del personale in questione.
“Chiediamo- hanno spiegato- un censimento capillare per conoscere il numero dei lavoratori che hanno lavorato a convenzione nelle Usl della Toscana fino al 1985. Vogliamo sapere poi se tra i lavoratori stessi esiste disparità di trattamento, come successo su tutto il territorio nazionale dove a parità di prestazione lavorativa , pur in presenza di contratti diversi, corrispondono trattamenti differenti per le stesse categorie di lavoratori”. “La nostra richiesta- hanno continuato i Consiglieri- è che vengano riconosciuti gli anni svolti prima dell’inquadramento ai fini pensionistici economici. Per questo chiediamo alla Giunta, di concerto con il Governo, che si valuti la possibilità di intervenire per riconoscere i periodi di attività lavorativa anche tramite il riscatto a carico del lavoratore o in parte del datore di lavoro”. “ Ricostruendo- hanno poi concluso- l’anzianità lavorativa e il raggiungimento della soglia pensionistica inoltre si avrebbe un considerevole risparmio per la finanza regionale nonché un’importante opportunità per il turn over”.
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
