“Nel primo giorno di scuola, insieme ai tanti problemi che non vogliamo, né possiamo dimenticare, è bello avere la possibilità di raccontare, e anche un poco rivendicare, alcune vittorie ottenute in Toscana con l'impegno anche di Sinistra Ecologia e Libertà” – dichiara il Consigliere Regionale di Sel Mauro Romanelli.
“Ad esempio che circa 3000 bambini, per circa 100 sezioni, potranno andare all'asilo nelle classi Pegaso, finanziate dalla Regione, per tutto l'anno, senza il taglio dell'ultimo mese, com’era stato inizialmente programmato, grazie al mezzo milione di euro che siamo riusciti a togliere alle scuole private lo scorso Luglio, destinandolo appunto alle Classi Pegaso”. “Oppure che la Scuola Kassel di Firenze, a seguito anche degli interventi nostri in Consiglio Regionale, della Senatrice Alessia Petraglia e del Consigliere Comunale Tommaso Grassi, avrà il tempo pieno in tutte le sezioni, e non solo per metà”.
"Vogliamo iniziare dalle cose positive perché ci teniamo alla Scuola Pubblica, fondamento di civiltà, anche se ogni anno la riapertura delle scuole in questo Paese assomiglia sempre di più all'inizio di una battaglia, con scuole poco e mal finanziate, con regole sempre da riscrivere per gli insegnanti”.
“Viviamo purtroppo, e questa è una vergogna che quotidianamente non deve darci pace, in un Paese che non investe nella Scuola, da troppo tempo, oltre che in un Mondo che appena suonata la campanella s’incarica di demolire sistematicamente con mezzi soverchianti i valori e i principi che il corpo docente cerca di trasmettere, con uno spirito che molto assomiglia all'eroismo, anche se a volte sfocia nel senso di impotenza e nella frustrazione”.
“La scuola rappresenta il primo contatto del giovane cittadino con lo Stato, con le Istituzioni, e oggi quello che questo giovane cittadino vede è qualcosa di vecchio e scortecciato, qualcosa in cui non crede più nemmeno chi lo rappresenta. Eppure la scuola per noi continua a essere una cosa meravigliosa, una grande avventura che vale la pena di vivere, e dove nonostante tutto bisogna sforzarsi di essere orgogliosi di lavorare”.
“Grazie allora ai nostri insegnanti, per primi fateci mettere i precari, e quelli che nemmeno hanno la cattedra, e poi comunque tutti, dai più giovani ai più anziani. Grazie ai genitori e alle famiglie, soprattutto quelle per le quali è un sacrificio mandare i figli a scuola. Grazie al personale tecnico e amministrativo delle scuole. E grazie ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi, per essere nonostante tutto e ancora per noi un motivo di speranza e di investimento nel futuro”.
Fonte: Ufficio Stampa
