Secondo recenti indagini, lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni assorbono risorse dai cittadini, tramite i vari balzelli variamente chiamati e camuffati, per un importo che raggiunge il 53% del reddito. E’ la percentuale di tassazione più alta al mondo.
Siamo in presenza ad un prelievo indecente e insopportabile che non risolve i problemi del Paese. E’ oramai evidente che la questione italiana non è un problema di entrate, ma di spese.
Per uscire dal vicolo cieco in cui la classe dirigente del Paese, non solo quella politica, ci ha cacciato è necessaria una seria analisi della spesa. E’ necessario che vengano stabilite delle priorità, e che i cittadini vengano messi al corrente dell’entità della varie voci di spesa, affinché eventuali contenimenti siano compresi e condivii.
Se nel passato i cittadini fossero stati messi al corrente delle gravissime conseguenze finanziarie che scellerati provvedimenti fintamente sociali, quali le pensioni baby o la eliminazione del cosiddetto “scalone pensionistico”, avrebbero avuto sul bilancio dello Stato, probabilmente avrebbero rimandato al mittente le sbandierate “conquiste sociali” proposte dalla sinistra sindacale e politica.
Analogo discorso va fatto per la cosiddetta operazione “mare nostrum”. Una operazione umanitaria, a carico quasi esclusivamente dell’ Italia, che salva migliaia di vite umane, ma che ha un elevato costo che deve essere portato a conoscenza dei cittadini.
Nel 2012 i profughi approdati sulle nostre coste furono 13 mila. Nel 2013 sono stati 43 mila. Nei primi sette mesi del 2014 sono 100 mila i migranti arrivati. Alti funzionari governativi indicano in 800 mila i soggetti che sarebbero pronti a partire dalla Libia verso l’Italia
Ogni mese di pattugliamento del mare conseguentemente all’operazione “mare nostrum” costa allo Stato oltre 9 milioni di euro, oltre un milione di euro è il costo per i voli chater di rimpatrio, 55 milioni di euro è la spesa per la gestione dei centri di accoglienza.
Nel 2012 il CIPE stanziò oltre 30 milioni di euro, quasi 3 milioni riferiti alla sola Toscana, per le cure mediche e la tutela sociale della gravidanza e della maternità ai cittadini extracomunitari irregolari presenti sul territorio comunale.
A tutto ciò vanno aggiunti gli innumerevoli sussidi erogati dalla Stato e dai comuni per consentire ai migranti che soggiornano in Italia di svolgere una vita minimamente dignitosa.
Se un anno fa il numero dei migranti irregolari erano valutati in circa 300mila è ipotizzabile che nel 2014 tale cifra possa salire in maniera vertiginosa, con ripercussioni significative sulla entità della connessa spesa assistenziale e sociale a carico del nostro Paese.
Considerato che la tassazione in Italia è altissima, considerato che il 40% dei giovani italiani non trova lavoro e chi lo trova ha un lavoro precario, considerato che la fascia dei cosiddetti poveri sta ampliandosi costantemente e che larga parte dei pensionati deve provvedere alle necessità dei figli o dei nipoti, sarebbe utile chiedere agli italiani fino a che punto ritengono che l’Italia debba ancora farsi carico della missione “mare nostrum” o se non ritengono più giusto che tale missione sia sostenuta da tutta la comunità europea e specialmente da quelle nazioni che un paio di anni orsono, mettendo inutilmente a ferro e fuoco la Libia, hanno creato i presupposti della drammatica situazione sociale e umanitaria che sta dilagando nel paese nordafricano e i cui effetti si sono riflessi pesantemente anche in Italia.
Sandro Donati de 'La cantina dei giovani' - Gruppo giovanile dell’NCD di San Miniato