La notizia l’ha data il direttore dell’Ufficio tecnico dell’Azienda sanitaria di Firenze, l’ingegner Mario Morganti, nel corso del Consiglio di quartiere 2 che si è tenuto ieri, martedì 9, nel cortile di San Salvi dove i Chillé della Balanza di Claudio Ascoli, da molti anni ospiti della Asl di Firenze, organizzano i loro apprezzati spettacoli: è stato affidato un incarico a un agronomo per censire, mappare e stilare una diagnosi del patrimonio arboreo all’interno dell’area di San Salvi, dove un quota di piante sono sotto la giurisdizione della Asl e un’altra, molto più piccola, del Comune di Firenze: per lo più quelli che corrono di fianco alla ferrovia.
Il proposito di mettere sotto osservazione questa materia che, malgrado abbia poco a che vedere con la cura di pazienti, analisi mediche, ricoveri e medicinali, è di competenza dell’Azienda sanitaria di Firenze, ha ovviamente avuto un’accelerazione dopo la tragedia verificatasi al parco delle Cascine a seguito appunto della caduta di un ramo da un albero malato.
Nel parco di San Salvi molte piante, peraltro sottoposte a stretti vincoli da parte della Soprintendenza e perciò non facilmente abbattibili in caso di pericolo, mostrano segni di aggressione da parte del tempo o di malattie e minacce di insetti.
Perciò, in attesa di progetti più ampi di impiego dell’intera area che, proprio a partire dal 9 settembre 1890 quando ci fu l’inaugurazione, è stata destinata a manicomio fino all'approvazione della legge Basaglia.
E si tratta di piante spesso di gran pregio, a partire dai centenari cedri del libano, le celtis australis, e poi lecci, melograni nippoinici, platani, pini, abeti e tigli.
Così, proprio sulla base delle indicazioni che l’agronomo fornirà, si procederà, previa segnalazione alla Soprintendenza, all’abbattimento e alla sostituzione delle piante che possono costituire un pericolo o che comunque hanno bisogno di interventi oltre alla normale manutenzione.
Quella di San Salvi è solo una parte del patrimonio arboreo presente nelle numerose le aree verdi di proprietà della Asl, ricche di vari esemplari di essenze di alto fusto, di età e pregio notevoli. In alcuni casi si tratta di veri e propri parchi monumentali, assoggettati appunto a vincoli paesaggistico monumentali.
Un’attività di censimento e valutazione di stabilità delle piante non è mai stata effettuata in maniera omogenea e completa su queste aree, eccezion fatta per l’indagine svolta fra il 2008 e il 2009 proprio nel parco di San Salvi, dalla quale emergeva che le piante di alto fusto presenti sono all’incirca 800. Perciò è stato deciso di affidare questo incarico che dovrà verrà completato in quattro mesi per un costo di poco superiore ai 22 mila euro.
Nel corso del dibattito organizzato dal Consiglio di quartiere 2, è intervenuto anche il direttore del Dipartimento della salute mentale, il dottor Roberto Leonetti, che – oltre a ricordare il grande impegno dell’Azienda per assistere, curare e stare vicino ai circa 20 mila pazienti, di cui 8 mila minori, molti dei quali strappati a quella che un tempo quasi certamente era la reclusione nell’ospedale psichiatrico – ha ribadito l’intenzione di mantenere la memoria di quel passato concretizzatasi, per esempio, nell’apertura e nella messa a disposizione della cittadinanza dell’importante biblioteca Chiarugi proprio dentro a San Salvi, dove vengono organizzate periodicamente presentazioni di libri che stanno riscuotendo molto successo.
Fonte: Azienda Sanitaria ASL 10 Firenze
