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Centenario della Grande guerra: ritrovata durante gli studi un'intervista allo scrittore Emilio Lussu

Il programma regionale per il centenario della Grande guerra è partito dal rapporto con il Centro InterUniversitario di Studi e Ricerche Storico-Militari che da solo e/o in collaborazione con il Forum per i problema della pace e della guerra, ha condotto alcune ricerche sulla prima guerra mondiale (rilevazione fotografica dei monumenti, delle lapidi, dei cippi e dei segni di memoria relativi alla prima (e alla seconda) guerra mondiale nelle seguenti città capoluogo di provincia: Firenze, Pistoia, Prato, Pisa, Lucca, Massa, Livorno, Grosseto, Siena.

Da qui poi la ricerca sui caduti militari toscani della prima guerra mondiale, con la produzione di un database e di un sistema di ricerca in grado di fornire nome, cognome, luogo e data di nascita, data di morte, reparto militare di appartenenza.

Accanto il contributo di due Istituti culturali di rilevanza nazionale che hanno la loro sede ed operano in Toscana: l'Archivio diaristico di Pieve Santo Stefano - con il progetto "Dalla Trincea: diari e memorie della prima guerra mondiale" - che, su settemila diari ne ha trecento dedicati alla Grande guerra (con la prossima uscita di una pubblicazione dedicata che uscirà per "Il Mulino"); e l'Istituto Ernesto De Martino di Sesto Fiorentino con il progetto Voci, storie e canti della Grande guerra. - dalla rivista Testimonianze, che ha in cantiere il numero speciale "1914-1944: due anni simbolo fra pace e guerra nella storia del secolo breve".

Nel corso della ricerca l'Istituto De Martino ha ritrovato la registrazione inedita di una intervista di Giovanni Bosio nel 1968 a Emilio Lussu - eroe di guerra, scrittore, antifascista miltante e senatore della Repubblica – in cui affronta anche la sua esperienza come capitano della Brigata Sassari, composta unicamente da pastori e contadini sardi, tra i quali a giudizio dello scrittore proprio l'esperienza bellica fece crescere una coscienza sociale fino ad allora non posseduta.

Quella stessa che al ritorno fu la base per la creazione e l'adesione a movimenti come il Partito Sardo d'Azione di forte matrice democratica e antifascista.

TRASCRIZIONE DALLA REGISTRAZIONE ORIGINALE DEL BRANO PRESENTATO OGGI:

GB: allora, c‘è il rapporto del Generale, no?

EL: chiamò gli ufficiali a rapporto e spiegò la situazione così come
lui la vedeva, cioè la Seconda Armata è sfasciata, è in disordine, ha
abbandonato il fronte e corre verso il Tagliamento, per passare e
ripiegare, cosa deve fare la Brigata Sassari? La Brigata Sassari non può
abbandonare le armi, scappare, fuggire, creare disordine, la dignità
della Brigata è tale che essa deve avere una sua posizione particolare
anche in questo disastro dell'esercito, la Brigata si schiera in
servizio protetto e attende il contatto con gli austriaci, dopodiché
ripiega. A chi, signori ufficiali, toccherà l'onore di comandare il
battaglione di retroguardia? Tutti noi eravamo lì, tutti c'eravamo,
tranne quei pochi che ti ho detto poc'anzi, rimasti ai loro reparti,
attenti lì … poi, guardando me, dice "a lei Capitano Lussu", io
dissi "grazie, signor Colonnello"

il mio battaglione è quello che non si ammutinava, non si ammutinava il
mio battaglione, ma era un battaglione considerato rivoluzionario èèè
… era considerato repubblicano, io ero repubblicamo, se io non fossi
stato un ufficiale veterano, direi … molto noto nella Brigata … credo
che sarei finito proprio … in Tribunale militare èèè … però ero
l'ufficiale … eravamo in due i più veterani della Brigata … mai un
ammutinato, ma perché? Perché io in guerra certi ordini non li eseguivo
… certi ordini, quando dipendeva da me, comandante di battaglione, non
li eseguivo, dicevo "non si può uscire" … il Generale diceva lei
esce, io dicevo "No signor Generale, io non porto il mio battaglione al
massacro", "No, lei esce perché è un ordine", "Allora lei esca
per primo e io la seguo e il battaglione tutto dietro di me, ma lei esca
per primo" … e questo io l'ho detto due volte, facile essere
fucilati èèè … però avevo ragione èèè … avevo ragione èèè
… sarebbe stato un massacro, ho tanti episodi èèè … tanti episodi
… ora tutto questo, il prestigio mio in Sardegna è questo, non è tanto
il coraggio, è la responsabilità, la rappresentanza del popolo sardo che
ho avuto in Guerra, questo è … la rappresentanza del popolo sardo che
ho avuto in Guerra

Fonte: Regione Toscana

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