Nonostante il finire della stagione estiva stanno continuando i cantieri all'interno del territorio samminiatese, tra cui il più importante quello al bacino remiero di Roffia. In seguito all'alluvione del 31 gennaio 2014, quando il rio Arnino ha inondato il bacino provocando seri danni per la sicurezza idrogeologica e l'evacuazione di 1.200 persone, si sono subito attivati i cantieri.
La visita dopo pochi giorni dal nubifragio del presidente della Regione Enrico Rossi e dell'allora ministro della Pubblica Istruzione Maria Chiara Carrozza, assieme al presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni, ha determinato il punto della situazione. Sono stati promessi 2 milioni di euro dalla Regione per l'intervento di somma urgenza.
Arrivando ad oggi, la messa in sicurezza è quasi completata. Gli argini esistenti più bassi del lago sono stati rialzati di due metri in più, una quota sufficiente per evitare le inondazioni. Allo stato attuale, con un eventuale piena dell'argine, le paratie sarebbero in grado di far entrare l'acqua in eccesso nel bacino in modo pacifico. Al termine delle piogge, la situazione ritornerà a livelli stabili sia nel corso d'acqua che nel bacino. Il geometra Paolo Bianchi del servizio Lavori Pubblici del Comune di San Miniato afferma che "se oggi arrivassero delle piogge violente come ai tempi, non ci sarebbe assolutamente un'inondazione".
Secondo Bianchi, riprenderanno a breve i lavori dell'Enel per allacciare le paratie elettromeccaniche che collegano il rio Arnino al bacino di Roffia. Queste già erano presenti e funzionanti grazie a un gruppo elettrogeno. Questi lavori dovrebbero finire a cavallo tra settembre e ottobre.
La storia del bacino di Roffia è tempestata di incidenti di percorso, oltre a quello dell'inverno scorso. Emblematico il fallimento di due aziende incaricate di effettuare i lavori prima dell'avvento dell'alluvione. Ad oggi ci sono ancora questioni legali in corso, che fortunatamente non hanno pregiudicato l'andamento dei lavori.
In soldoni, prima e dopo l'alluvione i lavori sono costati 17,5 milioni, di cui 1 milione e 800mila è stato dato dalla Regione per le operazioni 'in somma urgenza'.
Con la promessa di un veloce termine dei lavori, un ospite d'onore sarà presente per tagliare il nastro: il presidente Enrico Rossi, lui che per primo è venuto a controllare l'entità del danno. Il futuro dello specchio d'acqua è ancora più roseo: sono in corso le trattative tra la Regione e i privati per l'acquisto dei terreni su cui giace il bacino, così da farlo diventare di pubblica proprietà.
Elia Billero
