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Regolamento urbanistico, Cavallini attacca: "La gestione del territorio si basa su interessi di privati e non sulla collettività"

Laura Cavallini

Una conferenza molto aggressiva quella tenuta oggi dalla lista Immagina San Miniato nella sede di via Pannocchia a Ponte a Egola. Tema cardine: il nuovo piano urbanistico quinquennale, in procinto di essere vagliato confrontandolo con le osservazioni dei cittadini. La capogruppo e consigliere comunale d'opposizione Laura Cavallini ha tenuto banco sia sulle questioni di principio e sul modus operandi con cui questo piano è stato presentato, sia sui singoli provvedimenti.

La Cavallini è partita precisando il perché della presenza alla sede di Sel e non nella sala adibita alle riunioni dei singoli gruppi consigliari. Tale possibilità non è stata permessa dalla Giunta e dal presidente del consiglio Giglioli. Questi ultimi avrebbero provato a indirizzarli verso la sala della torre del Cencione, ma l'invito è stato rifiutato con la promessa di un'interrogazione a riguardo.

Quello che Immagina San Miniato ha denunciato è una gestione particolaristica di quanto il comune ha più a cuore, ovvero il proprio territorio. "Dopo le varianti del piano costruite ad hoc per interessi dei privati, si è arrivati a formulare un intero regolamento urbanistico legato a interessi personali", ha commentato Laura Cavallini.

"La costruzione di questo piano è stata formulata prevedendo anche un processo di partecipazione dei cittadini, cosa che in seguito è stata disattesa. In seguito sono state approvate delle nuove costruzioni a livello commerciale senza considerare il fatto che esistono moltissimi lotti da riqualificare, soprattutto nella zona di Ponte a Egola e di San Miniato Basso", ha spiegato Cavallini. Quattro sono i punti su cui sono state sollevate osservazioni, completate con proposte di modifica nell'ottica di riqualifica di aree abbandonate già esistenti e valorizzazione del territorio.

Secondo il regolamento, nell'area commerciale di San Miniato Basso dovrebbe nascere una nuova area di natura commerciale sui terreni ad oggi liberi in prossimità della Coop. "Quest'azione è stata fatta pur tenendo conto del fatto che i grandi centri commerciali, come ad esempio il Centro Coop di Empoli, distruggono le piccole attività che hanno anche delle funzioni sociali all'interno delle frazioni, si veda l'esempio di Isola", ha continuato Cavallini.

Altra questione spinosa, il centro storico di San Miniato: "Fare degli annunci come "rifarò Piazza del Popolo ad ogni costo" non migliorerà la situazione di un luogo ad oggi in gravissime condizione", ha spiegato il consigliere riferendosi al sindaco Gabbanini e agli articoli apparsi sui quotidiani. Secondo Immagina San Miniato manca una prospettiva futura sia sul turismo, che sui trasporti, che va al di là del progetto sul nuovo parcheggio corredato di scala mobile che andrebbe a completare quello pre-esistente della valle del Cencione.

Ultimo punto preso in considerazione è quello della ex Icla, azienda di Ponte a Egola di prodotti chimici ferma dal 2012 ma che ha visto il proprio capannone occupato da un'altra ditta, la M3, legata alla produzione di espansi poliuretani flessibili. Lo stoccaggio di queste materie potrebbe entrare in conflitto con la normativa Seveso per il Rischio di Incidente Rilevante. La situazione è stata elencata da Maurizio Cianetti, esponente di Sel: "L'area dov'è confinata la ex Icla è bloccata nello sviluppo della nuova zona sportiva del paese proprio perchè a rischio, ma niente è stato fatto per metterla in sicurezza. In un paese normale un sindaco non bloccherebbe mezza città a livello urbanistico".

In conclusione il consigliere Cavallini ha voluto sottolineare come "il futuro di San Miniato, uno dei più grandi della Provincia di Pisa e in procinto di entrare tra i primi della nuova Unione dei Comuni, sia di peso anche dalla gestione del suo territorio. Una gestione tenuta, ad oggi, in pessime condizioni".

Elia Billero

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