"Esprimo massima soddisfazione per il via libera, arrivato dai ministri della Salute e della Difesa, alla produzione di cannabis a fini terapeutici presso lo Stabilimento Chimico Militare di Firenze. L'Italia ha tutto ciò che serve per avviare una produzione a livello industriale: il centro di ricerca per le colture industriali di Rovigo, un istituto pubblico autorizzato alla produzione di cannabis per scopi di ricerca, può inviare il materiale allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze e far partire una produzione nazionale di cannabinoidi a fini terapeutici, senza dover dipendere da oligopoli esteri. E' una misura di civiltà oltre che ad un'opportunità economica e produttiva che solo la poca laicità di questo Paese non faceva emergere, costringendo migliaia di persone a non poter usufruire di cure che la cannabis può invece assicurare" - dichiara Mauro Romanelli, Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà.
"I principi attivi dei cannabinoidi, sintetici o naturali, sono inseriti ufficialmente tra le sostanze dotate di efficacia terapeutica (tab II-B: il Delta-9-tetraidrocannabinolo, THC; il Trans-delta-9-
"Una notizia che giunge proprio a fagiolo per due motivi, oltre ad essere ottima di per sè. Il primo, perché serve a sollecitare ulteriormente la Giunta Rossi a cambiare il regolamento della Legge Regionale, perché quello attuale è penalizzante. La Giunta sta esaminando proposte di modifica che abbiamo realizzato coi malati: sarebbe importante non avere ulteriori indugi visto quanto investimento viene fatto su Firenze e la Toscana, con questa decisione. Il secondo motivo, è che sarà un ulteriore argomento di cui parlare il 26 Settembre, al Convegno che stiamo organizzando in Consiglio Regionale proprio su questo tema".
"La Toscana ha sempre svolto, da un punto di vista legislativo, un ruolo di apripista in merito a temi molto delicati, contraddistinguendosi per laicità ed equilibrio. Il recente riconoscimento della Conferenza delle Regioni che ha dichiarato come modello la legge toscana sula fecondazione eterologa ne è un'ulteriore dimostrazione. Dopo aver aperto la strada con la Legge Regionale, sarebbe davvero un paradosso che finissimo per diventare il fanalino di coda, perché abbiamo partorito un regolamento assolutamente inadeguato" - conclude Romanelli.
Fonte: Mauro Romanelli (Sel)
