Salvatore D’Amelio – Referente Empoliciclabile e Tania Scardigli – Referente Legambiente sulla ciclabilità di Empoli, dopo la rimozione degli ovi:
"Abbiamo dovuto amaramente constatare che sono stati rimossi gli elementi separatori della pista ciclabile in via Rolando Pievano e via Tinto da Battifolle senza prevedere alcuna protezione fisica per i ciclisti che vi transitano.
Al posto dei tanto vituperati “ovi” è stata tracciata una striscia gialla pretenziosa, che oltre a ridurre la carreggiata della pista non costituisce barriera all'invadenza delle auto.
Il lavoro è stato eseguito di notte, lontano da occhi e sguardi indiscreti, come se si trattasse di una vera e propria esecuzione di condanna.
Giova ribadirlo che questa pista ciclabile, costruita in sede propria e bidirezionale, era stata una realizzazione di grande apertura per la città di Empoli che, finalmente, cercava di allinearsi agli standard europei di una moderna mobilità, all'insegna del rispetto delle esigenze di chi sceglie la bici per spostarsi e della sostenibilità ambientale.
Una realizzazione funzionale allo spostamento nord/sud della città che ha riscontrato un continuo e crescente utilizzo portando grandi benefici alla circolazione.
Con la rimozione della cosiddetta “ovovia” - termine con il quale era stata spregevolmente etichettata e tanto pretestuosamente attaccata e vituperata - si dà un segnale di resa alle visioni di retroguardia, che vogliono, in modo oscurantista, salvaguardare la sola esigenza di muoversi e circolare con le auto.
In tema di mobilità continuare a sostenere un modello ormai obsoleto, quale quello basato sull'automobile, è quanto di più irrazionale, energivoro e insostenibile ci sia.
Mentre osserviamo che nelle altre città, piccole e grandi, si va nella direzione della riduzione del traffico motorizzato incrementando parallelamente la mobilità sostenibile con la realizzazione di reti di percorsi ciclopedonali, Empoli invece percorre la strada opposta. Indietro tutta.
Non meno rilevante è l’aspetto economico. Si spendono le già esigue risorse finanziarie per costruire un’infrastruttura e poi rimuoverla così illogicamente.
Sulla base di questi argomenti e con la forza della ragione chiediamo che vengano riposizionati degli elementi separatori, per la salvaguardia della sicurezza fisica di chi utilizza la pista ciclabile, per il necessario ripristino dei due sensi di marcia perché ormai consolidati nelle abitudini delle persone che la percorrono e per impedire che vi parcheggino abusivamente le automobili.
Tutto al fine di riaffermare e sostenere l’idea di una nuova mobilità.
Facciamo quindi appello a tutti coloro che hanno utilizzato e intendono continuare a utilizzare la pista protetta, a quelli che hanno a cuore una diversa idea di città futura, vivibile e rispettosa, e non continuamente assediata dal traffico automobilistico, insomma a tutte le persone sensibili affinchè si attivino personalmente inviando mail di protesta al sindaco di Empoli"
Fonte: Salvatore D’Amelio – Referente Empoliciclabile Tania Scardigli – Referente Legambiente
