gonews.it

Festeggiamenti per Beata Giulia, Don Amati ai fedeli: "L'unico modo per amare adeguatamente la propria vita è quella di spenderla per l'unico e vero Signore della vita"

Don Pierfrancesco Amati e la Madonna di Fatima a Certaldo (foto gonews.it)

Si avvicina la settimana di festeggiamenti per Beata Giulia a Certaldo. Il numero di settembre della Goccia, il mensile della Parrocchia, si concentra proprio su questo aspetto con le parole di Don Pierfrancesco Amati:

Carissimi, settembre è il mese della ripresa delle attività pastorali dopo la sosta estiva, sosta che oltre al riposo contempla anche altri tipi di attività impegnative quali i campi scuola e le vacanze con i ragazzi ed i giovani come possibilità di esperienze più intense della vita cristiana. Ora riprendiamo tutti insieme e riprendiamo, come da tradizione, con la festa di Beata Giulia. Quest'anno il programma, preparato da un piccolo comitato che lavora intensamente, presenta varie novità e propone una festa con caratteri non solo religiosi ma anche civili tesi a coinvolgere maggiormente il nostro paese nel desiderio di crescere nel culto a Beata Giulia. Di tutto questo sono molto contento e mi auguro che si possa procedere ulteriorente anche nei prossimi anni in questa direzione di unità che sottolinea il valore civile e cultarale dell'esperienza religiosa. Anche questo mi sembra un modo di uscire dalla chiesa, o dalla sagrestia, per andare verso le periferie, secondo il continuo e pressante invito di Papa Francesco. Tuttavia proprio per questa cresciuta importanza della festa e di conseguenza del maggior guardare a Beata Giulia, mi sembra ancora di più necessario scoprirne il segreto per non perdere la ricchezza del suo messaggio e non correre il rischio di vedere trasformata una festa religiosa in una festa solo folcloristica di paese. Ora in cosa consiste questo segreto di Beata Giulia? Non è difficile da scoprire: l'essenziale della vita è il rapporto con Gesù, tutto il resto, per quanto bello e importante, non resiste nel tempo e non è in grado di rispondere adeguatamente al desiderio di felicità che ci caratterizza tutti. Non si tratta di imitare la nostra Beata nella sua forma di vita, forma che risente del tempo e del luogo in cui la Beata è vissuta, ma in quello spunto iniziale da cui è sorta anche quella forma di vita che si è concretizzata nei trent'anni vissuti nella solitudine di una cella. Perché Giulia ha intrapreso quella strada? Ella si accorgeva che l'unico modo per amare adeguatamente la propria vita era quello di spenderla per l'unico e vero Signore della vita, il resto non aveva, e oggi è uguale, la stessa capacità di risposta e quindi di corrispondenza che ci anima dentro. Tutti siamo spinti dal desiderio della felicità e del compimento di noi stessi, vediamo la vita come un compito che ci è affidato in cui scoprire cosa realmente ci realizza e ci permette di dare il nostro contributo nella consapevolezza che ognuno di noi è unico e irripetibile. Insomma siamo sempre dinnanzi al dilemma di cosa permette alla vita di essere utile e quindi significativa oppure drammaticamente inutile e senza senso. Questo è l'eterno interrogativo dell'uomo da che egli esite. Beata Giulia ci testimonia una cosa semplice e radicale: solo con Gesù la vita trova il suo significato vero e profondo, le forme di questa realizzazione sono poi diverse a seconda della vocazione di ciascuno. Festeggiare la Beata coincide con questa scoperta nella nostra vita e nel rinnovamento del desiderio che anche per ciascuno di noi Gesù sia sempre più l'essenziale da cui attenderci una risposta piena per la nostra esistenza. Un ultimo rilievo: rendere più pubblica la festa significa farci maggiormente carico di un compito missionario, cioè auspicare che attraverso di noi tanti altri scoprano il valore salvifico dell'incontro con Gesù. Ma dove nasce la missione? Il Papa ci dice continuamente che non sorge da un progetto di proselitismo, la missione sgorga infatti solo dalla gratitudine. Indubbimente Beata Giulia non era una persona triste ma piuttosto una persona grata al Signore per il privilegio di averla scelta; per noi non può essere diversamente. Solo una vita cambiata, dall'incontro con Cristo, cambia la vita. E' questo ciò di cui c'è bisogno anche oggi per noi a Certaldo. Invochiamo Beata Giulia in occasione della sua festa e come sostegno per l'anno 'sociale' che stiamo iniziando.

 

Exit mobile version