Sabato 30 agosto la 233° edizione dell’Antica Fiera di Mezzagosto ospiterà il progetto “I miei versi sono meravigliosi” promosso dall'amministrazione comunale e curato della compagnia teatrale Chille de la Balanza che comprende una mostra e uno spettacolo su due figure outsiders del ‘900: il poeta Dino Campana e il pittore Francesco Romiti.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di ricordare, nell'anno in cui ricorre il 100° anniversario della pubblicazione dei Canti Orfici, la figura di Campana che visse anche a Lastra a Signa soggiornando in una cameretta all’albergo Sanesi fin quando, per uno dei suoi eccessi di ira, fu trasferito al manicomio di San Salvi da cui poi fu estradato per il definitivo internamento a Castelpulci, accostandola a quella del pittore Francesco Romiti.
E così la poesia di Dino Campana rivivrà tra Sanesi e lo spedale di Sant’Antonio in via Dante Alighieri, sabato 30 agosto alle ore 21,15 (ingresso libero), con il concerto-spettacolo a più voci realizzato dai Chille de la Balanza, con la partecipazione di Marco Bianchini, Roxana Iftime, Irene Montagnani, Matteo Pecorini e Claudio Ascoli, che ha anche il compito di raccontare per frammenti la straordinaria vita del poeta. Allo spettacolo parteciperà il cantautore Massimiliano Larocca che ha messo in musica molti poemi campaniani.
Precedentemente alle 18 si terrà presso lo spedale di Sant’Antonio l’inaugurazione della mostra “Esser umano” che ospiterà oltre 100 disegni e dipinti di Francesco Romiti che ritraggono, nella maggior parte dei casi, volti e paesaggi. Le opere di Romiti sono esposte per la seconda volta in assoluto al pubblico dopo una prima mostra, che ha riscoperto la potenza e la straordinarietà della sua arte, nel marzo scorso all’interno di San Salvi.
Artista controverso recentemente scomparso, Romiti ha avuto una vita che aiuta a capire la sua personalità artistica: figlio di una famiglia di contadini arrivata a Firenze per lavorare nel giardino della Sinagoga, prima corse il rischio di una deportazione per errore (i lineamenti dei Romiti lasciavano pensare ad una famiglia ebrea) e successivamente, ancora bambino, evitò il ricovero a San Salvi solo per la decisiva opposizione del padre; ed ancora, dopo uno strano e tardivo matrimonio, ormai anziano si innamorò di Anna, una donna rinchiusa proprio a San Salvi ed artista della Tinaia, luogo che frequentò in anni recenti. Romiti viveva “ai confini della società”, dopo molti anni passati in una piccola casa di famiglia al Galluzzo (senz’acqua, luce e dormendo in una stanza con il soffitto sfondato, ma tanto amata perché gli consentiva di “guardare le stelle”), negli ultimi anni ha deciso di vivere in una roulotte parcheggiata in un cortile di Montecchio (Reggello) in cui è rimasto sino alla sua morte. Anche in quest’occasione Romiti ha pagato la sua “diversità”, l’essere un artista straniero alla società che non l’ha mai voluto e saputo accogliere. Non è quindi un caso che si sia pensato di accostare la sua figura a quella del poeta Dino Campana senza contare che, ironia della sorte, Campana morì il 1° marzo 1932 mentre Romiti nacque il 1° marzo 1933. La mostra, dopo il vernissage di sabato 30 agosto alle ore 18, resterà aperta sino al 7 settembre (in orario serale 19.30-22.30).
Fonte: Comune di Lastra a Signa - ufficio stampa
