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Gaza: muore Simone Camilli, figlio del sindaco. Era nella striscia come reporter

Simone Camilli

Simone Camilli, 35 anni, reporter di origini romane e figlio del sindaco di Pitigliano, Pierluigi (ex giornalista Rai), è rimasto ucciso a Gaza oggi, mercoledì 13 agosto. Lo si apprende da fonti locali. Anche la Farnesina ha confermato la morte del reporter. Fatale per lui la deflagrazione di una bomba.

Nell'esplosione a Beit Lahya, a nord di Gaza, sono morte altre 5 persone, tra cui un reporter palestinese.

L'ospedale Kamal Adwan - dove sono giunti i corpi straziati dalla deflagrazione - ha cosi' identificato le altre vittime: Tayssir al-Hum, responsabile dell'unita' speciale per la neutralizzazione degli ordigni; il suo vice Hazem Abu Murad e il loro assistente Billal Sultan. Con loro e' morto il giornalista Ali Abu Afash.

Il suo lavoro di giornalista era al servizio di varie agenzie, tra cui l'Associated Press, e lo svolgeva come videoreporter.

Da anni si occupava della questione israeliana e palestinese con una forte presenza sul territorio.

Sul sito del Comune di Pitigliano si legge che "tutte le manifestazioni in programma sono sospese fino a data da definire in conseguenza del grave lutto che ha colpito la famiglia del sindaco Pierluigi Camilli".

Le parole del padre

Nell'ultima telefonata con il padre non aveva perso il suo modo di fare: "Non ti preoccupare, stai tranquillo", detto con il tono di chi, seppur giovane, aveva una vasta esperienza in scenari di guerra, di violenza e di morte. Simone Camilli era un "giovane di 35 anni con la passione nel sangue per il giornalismo, per i reportage nelle zona calde del pianeta". Nel suo curriculum di fotoreporter, sempre in prima linea, erano presenti già molte "voci" importanti: Libano, Kosovo, Gerusalemme, Georgia. Esperienze vissute catturando con telecamera e macchina fotografica, le storie di disperazione, il dramma di chi perde la vita, perde tutto.

"Era di poche parole - racconta il padre Pier Luigi, un passato da vicedirettore Rai e un presente da sindaco a Pitigliano -, si limitava a rassicurarci sempre e a non farci vivere nell'ansia. Anche l'ultima volta che l'ho sentito al telefono gli ho detto di stare attento, di fare molta attenzione, ma lui questo mestiere ce l'aveva nel sangue e si limitava a rassicurarci". Una vita spezzata lontano da casa per raccontare agli altri l'orrore della guerra. Il coraggio di avvicinarsi a pochissimi metri da un ordigno su cui gli artificieri erano al lavoro gli è costata la vita.

Una vita vissuta intensamente: "La settimana scorsa eravamo in vacanza insieme in Toscana", racconta ancora il padre. "Con la moglie olandese, la meravigliosa figlia di tre anni, erano felici. Oggi è dura raccontare la sua morte, darsi una ragione per la fine tragica di una ragazzo di 35 anni". I genitori in serata hanno lasciato Roma, l'abitazione in zona Gianicolense dove Simone si fermava tra un suo viaggio e l'altro, per raggiungere Gaza. "Andiamo a riprenderci la salma che riporteremo in Italia", spiegano. "Simone è uno dei tanti giovani italiani andati a lavorare all'estero. La sua però - conclude il padre - è stata una scelta libera, non è stato costretto da nessuno. Sono fiero di lui".

Una missione iniziata anni fa con uno stage all'Associated Press (Ap) dopo un'adolescenza trascorsa tra Roma, dov'era studente in un liceo scientifico, e a Napoli. Per sei anni ha vissuto tra Gerusalemme e Gaza. Conosceva benissimo quella terra che oggi lo ha tradito. "Era coraggioso e si vedeva che gli piaceva quello che faceva", assicurano i vicini di casa. "Lo incrociavo di rado, era sempre in viaggio. Aveva questa chioma riccia. Lo ricordo sempre con uno zaino in spalla. Era un ragazzo semplice".

Simone, il reporter con il cuore in Medio Oriente

Simone Camilli, il giovane videoreporter italiano rimasto ucciso stamani a Beit Lahya, nel Nord della Striscia di Gaza, aveva solo 35 anni (era nato a Roma il 28 marzo del 1979) ma una grande esperienza sul campo, in particolare in Medio Oriente. Stava filmando il disinnesco di una bomba sganciata da un F-16 israeliano e rimasta sul terreno, ma come le altre sei persone - tra cui un giornalista di Gaza - è stato travolto dalla potente deflagrazione.

Figlio del sindaco di Pitigliano e ex giornalista Rai, Pier Luigi Camilli, era da sempre in prima linea nelle zone calde del mondo, lavorando come producer e videoreporter per diverse agenzie internazionali, tra cui l'Associated Press. Dal 2005, come lui stesso scriveva sul suo profilo Linkedin, produceva video e realizzava servizi per il network americano. Con la telecamera in mano si è insinuato nelle pieghe della storia, coprendo alcuni dei più importanti eventi degli ultimi tempi. Soprattutto in Medio Oriente e a Gaza, una zona in cui viveva da lungo tempo e che conosceva bene e a cui aveva dedicato un documentario, "About Gaza", con cui aveva scelto di raccontare la storia della Striscia e narrare, attraverso le immagini, la difficile vita quotidiana dei palestinesi, i loro usi e i loro costumi.

Sempre sul campo, sempre nel cuore delle crisi: dall'operazione dell'esercito israeliano 'Colonna di nuvola', nel dicembre 2012, allo scambio di prigionieri per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit (2011); dall'arresto dell'ex comandante serbo-bosniaco Radko Mladic (maggio 2011), fino al conflitto in Georgia (fra agosto e ottobre 2008). Il videoreporter romano è presente anche durante gli scontri tra l'esercito turco e i militanti del Pkk, nel novembre 2007, fino al Libano, tra luglio e agosto 2006. Il Medio Oriente occupa uno spazio importante della sua esperienza professionale, ma Camilli non perde di vista i grandi appuntamenti della storia: come i funerali di papa Giovanni Paolo II e il conclave per l'elezione di Benedetto XVI (febbraio 2005) o il dramma della Costa Concordia (febbraio 2012).

 

Il Papa prega per Simone Camilli mentre è in viaggio verso Seul
Il papa, in volo verso Seul, incontrando i giornalisti, ha fatto una preghiera silenziosa per Simone Camilli. Dopo il minuto di silenzio il Papa ha commentato: "Queste sono le conseguenze della guerra, è così".

L'uccisione del videoreporter italiano a Gaza è stata data da padre Lombardi sull'aereo che porta Papa Francesco in Corea per il suo terzo viaggio internazionale. "Vi ringrazio della vostra presenza qui - ha detto Papa Bergoglio - ma dopo aver sentito Padre Lombardi faccio una proposta: fare silenzio e una preghiera per Simone Camilli, uno dei vostri che oggi se ne è andato in servizio. Preghiamo in silenzio".

Il Papa si è quindi concentrato in silenzio insieme a tutti gli altri presenti in aereo e ha poi proseguito: "Queste sono le conseguenze della guerra, è così, grazie per il vostro servizio, per tutto quello che voi farete che non sarà un tour, sarà molto impegnativo, anche l'estate non favorisce il lavoro, c'è caldo, c'è umidità, vi ringrazio tanto, che la vostra parola aiuti il mondo anche a dare questo messaggio di pace, una parola di pace, è brutto quello che sta accadendo adesso. Grazie del lavoro, della compagnia"

 

Il sindaco di Pitigliano già partito per il Medio Oriente

Pierluigi Camilli, padre di Simone Camilli il reporter italiano rimasto ucciso questa mattina in un'esplosione a nord di Gaza, è già partito per Gaza. Camilli, sindaco di Pitigliano e fino al 2010 vicedirettore vicario della testata giornalistica regionale della Rai, ha appreso la notizia a Roma dove stava trascorrendo insieme alla moglie un periodo di ferie. Proprio stasera doveva rientrare a Pitigliano per trascorrervi il ferragosto.

Pitigliano in lutto

Dopo aver appreso della morte di Simone Camilli, il figlio del sindaco di Pitigliano, il quartiere ebraico in segno di rispetto e lutto ha chiuso la Sinagoga e l'ingresso ai turisti di tutto il quartiere. Almeno fino a domenica, quindi la piccola zona che si trova nel centro storico di Pitigliano, una delle poche rimaste in Italia, rimarrà interdetta ai turisti. Il parroco del paese ha organizzato per domani una veglia di preghiera in cattedrale.

La Procura Roma apre un fascicolo d' indagine

La Procura di Roma ha avviato una indagine in relazione alla morte del fotoreporter italiano Simone Camilli avvenuta questa mattina in una zona a nord di Gaza. Il procedimento è all'attenzione del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Nel fascicolo sono comprese le informazioni ricevute e relative a quanto fino ad ora accertato sulla dinamica dell'esplosione che ha causato la morte di Camilli.

REAZIONI

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha espresso il suo cordoglio per la morte di Simone Camilli a Gaza. "La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese", ha detto.
"Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter", ha ricordato Mogherini.
"E se ve ne fosse stato bisogno, l'uccisione di Simone dimostra ancora una volta quanto urgente sia arrivare a una soluzione finalmente definitiva del conflitto in Medio Oriente", ha aggiunto. "Ai famigliari e agli amici di Simone voglio esprimere a nome mio e di tutto il governo le condoglianze per questa perdita cosi' dolorosa", ha concluso.

"E' una notizia terribile, sconvolgente. Nei luoghi di guerra si sa che i rischi sono sempre molto alti, ma la circostanza in cui ha perso la vita Simone Camilli rende ancora più drammatico, doloroso e angosciante quanto è accaduto. E fa rabbia questa nuova esplosione in cui ha perso la vita". Lo ha detto il segretario della Fnsi, Franco Siddi, esprimendo il suo cordoglio per la morte del reporter italiano in un'esplosione questa mattina a nord di Gaza.

"Era lì da professionista esperto - sottolinea Siddi - a documentare fatti reali, di grande rilevanza per comprendere la gravità e le conseguenze della nuova guerra in corso tra Hamas e Israele. Unico suo obiettivo: far avere al mondo le immagini più vere. E' caduto un testimone di verità, un professionista esperto e coraggioso che non stava dietro le quinte e sapeva muoversi con le dovute attenzioni. Purtroppo è accaduto l'irreparabile. La vicenda ci porta indietro di almeno 12 anni, quando a Ramallah cadde Alfredo Ciriello, fotoreporter ucciso da una granata".

"Quella del fotoreporter - continua Siddi - anche nei tempi dell'informazione massimamente tecnologica appare come una funzione essenziale e purtroppo tragica, come in questa circostanza". Un pensiero, conclude, "ai familiari che patiscono un dolore immenso vissuto da chi conosce bene, dall'interno, la professione giornalistica. A loro un pensiero e il nostro abbraccio in questo momento di grande tristezza per tutti noi".

Ast, per giornalisti maggiori tutele

"Maggiori tutele per i giornalisti inviati, impegnati con coraggio nel lavoro di reporter per raccontare i fatti". Lo chiede a Governo e Autorità internazionali l'Associazione stampa Toscana intervenendo in merito alla morte del reporter italiano Simone Camilli, rimasto ucciso nello scoppio di una bomba a Gaza.

L'Ast, si legge in una nota, "si rattrista per la scomparsa di Simone Camilli, ennesimo giornalista sacrificato in zona di guerra per raccontare il dramma del Medio Oriente". "Ancora una volta - conclude la nota - è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra, realtà di morte ancora troppo sparse e presenti in tutto il pianeta".

Morte Simone Camilli, telegramma di Enrico Rossi al padre

Appena appresa la notizia della morte di Simone Camilli, il giovane videoreporter originario di Pitigliano deceduto a Gaza in un'esplosione durante la disattivazione di un missile israeliano, il presidente della Toscana Enrico Rossi ha inviato, anche a nome degli altri componenti della Giunta regionale, un telegramma di cordoglio al padre Pierluigi, sindaco della cittadina grossetana. Questo il testo del telegramma:

"Caro Pier Luigi, ho appreso la notizia della tragica morte di tuo figlio Simone a Gaza e voglio manifestarti, anche a nome della Giunta regionale toscana, la mia più sincera partecipazione al tuo dolore. La perdita di un figlio è la prova più difficile che la vita possa metterci davanti. Confido che il calore e l'affetto degli amici e della famiglia possano spingerti a guardare avanti perché a noi che restiamo è data la possibilità di onorare il ricordo dei nostri cari rinnovando il nostro impegno per la pace e il bene comune. Sono certo che è questo quello che Simone ti chiederebbe".

Odg del Lazio, dolore e sdegno per la fine di Simone

L'Ordine dei giornalisti del Lazio esprime "sdegno, dolore e rabbia per la morte assurda di Simone Camilli, 35 anni, reporter romano dell'Associated Press, la cui vita è stata stroncata alla vigilia del ferragosto dall'esplosione di un ordigno a Beit Lahya, nella Striscia di Gaza". "Simone - sottolinea l'Ordine del Lazio in una nota - ha pagato a caro prezzo il suo compito di informare, la sua presenza nella zona tribolata di un conflitto che si trascina da decenni e che finora ha provocato 1.900 vittime tra i palestinesi e 67 tra gli israeliani". L'Ordine dei giornalisti del Lazio "è a lutto ed esprime il suo cordoglio ai familiari, agli amici, ai colleghi di Simone. E si domanda: fino a quando i giornalisti dovranno morire per testimoniare quello che accade in quell'angolo martoriato del mondo?".

Il vescovo di Pitigliano, continuare a sperare nella pace

"La perdita del figlio Simone è un evento terribile, che lega la nostra terra ai tragici fatti di sangue che oscurano la serenità degli animi, ma che non possono spegnere la nostra speranza in un futuro di pace". Lo scrive il vescovo di Pitigliano Sovana Orbetello, monsignor Guglielmo Borgetti, esprimendo al padre del reporter morto oggi a Gaza, Pier Luigi Camilli, sindaco di Pitigliano, e a tutta la sua famiglia, la vicinanza sua e quella della comunità diocesana "in un momento così drammatico". Monsignor Borgetti annuncia poi una veglia di preghiera "in suffragio per Simone, e di sostegno per i suoi famigliari", nella cattedrale di Pitigliano per giovedì 14 agosto, alle 21.30.

Creata una pagina Fb per ricordare Camilli

E' già stato creato un profilo Facebook per ricordare Simone Camilli, il giornalista di 35 anni morto a Gaza per l'esplosione di un missile israeliano inesploso di cui stava riprendendo il tentativo di disinnesco. Nella pagina "Simone Camilli Comunità" per il momento appare una fotografia del giovane reporter intento a riprendere con la telecamera accovacciato sotto una struttura di cemento armato, vicino ad alcuni uomini in mimetica stesi a riposare.

Nella pagina Fb c'è poi un link a un sito che avrebbe il video di una telecamera di sicurezza con il momento dell'esplosione costata la vita a Camilli, al suo interprete palestinese e ad altre persone, ma al momento il filmato non è presente. Accedendo al sito, www.todayleak.com, si vedono una foto di Camilli a Gaza che risalirebbe all'inizio di agosto e un testo in inglese che ricostruisce quanto accaduto oggi.

Il vicesindaco di Pitigliano, il Comune vicino a Camilli

"Siamo pronti ad accogliere la salma di Simone se la famiglia lo riterrà opportuno". Lo ha detto il vicesindaco di Pitigliano, Melania Renaioli, all'uscita dal Comune dopo un incontro avuto con gli assessori a seguito della morte del figlio del sindaco Pierluigi Camilli. "Siamo vicino al dolore immenso della famiglia - ha proseguito la Renaioli - ma in questo momento vogliamo mantenere il più stretto riserbo, siamo vicino al nostro sindaco e alla sua famiglia". In segno di lutto sono stati annullati tutti i festeggiamenti per il ferragosto.

La stampa palestinese, 'investigare i crimini'

"Chiediamo alla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) e alle organizzazioni di diritti umani di investigare i crimini commessi contro i giornalisti a Gaza": lo richiede il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi (PJS) in seguito "all'uccisione del video reporter italiano Simone Camilli e del fotografo dell'AFP Ali Abuafash''. Altri 15 giornalisti, precisa il Sindacato, hanno perso la vita durante l'operazione israeliana a Gaza.

Parrini: "Profondo cordoglio per la morte di Simone Camilli"

"A Gaza prove di tregua ma i veleni della violenza sono ancora in circolo e oggi tra gli uccisi dall'esplosione di un missile israeliano che si stava cercando di disattivare si registra Simone Camilli, videoreporter di trentacinque anni morto insieme al suo traduttore e a tre artificieri palestinesi. Il nome di Simone va purtroppo ad aggiungersi alla lunga lista di giornalisti, italiani e no, che hanno perso la vita lavorando in zone di guerra. Lo piange la Toscana, da dove veniva: a suo padre Pier Luigi, ex giornalista del Tg3 e attualmente sindaco di Pitigliano, e a tutta la sua famiglia, vanno un abbraccio sincero e le più profonde condoglianze mie personali e del Pd toscano. Lo piange il Paese, in un'estate purtroppo eccezionalmente segnata da un fiume di sangue e di morte che attraversa il Medio Oriente e il Nord Africa. Il sacrificio di Simone è un motivo in più affinché tutti, a ogni livello, moltiplichino i loro sforzi per la pace".

Così il segretario del Pd toscano Dario Parrini esprime il cordoglio per la morte di Simone Camilli.

TgR, tragedia di Simone ci colpisce al cuore

"La tragedia di Gaza colpisce al cuore i giornalisti della TgR. Simone Camilli ha maturato la passione per il giornalismo negli anni in cui il padre, Pierluigi, era vicedirettore vicario della Testata Giornalistica Regionale". La TgR, sottolinea la direzione in una nota, "si stringe alla famiglia Camilli in questo momento di infinito dolore per la morte del giovane e coraggioso videoreporter".

Il cordoglio del sindaco dell'Isola del Giglio

«La notizia della tragica perdita di Simone ci ha lasciati sgomenti. A nome mio, della Giunta e della comunità di Isola del Giglio voglio esprimerti la più profonda partecipazione al vostro dolore e la nostra più sincera vicinanza». E’ quanto scrive il Sindaco di Isola del Giglio Sergio Ortelli a Pier Luigi Camilli, Sindaco di Pitigliano e padre del reporter che ha perso la vita nell’esplosione a Gaza. «Come molti suoi colleghi anche Simone si era occupato di raccontare il drammatico naufragio della Costa Concordia – scrive Ortelli – Di lui conserveremo per sempre il ricordo di un grande professionista e di un giovane appassionato ed innamorato del suo lavoro».

Festambiente, proiettato filmato di Camilli

Per ricordare l'impegno, la passione e la voglia di raccontare di Simone Camilli, il report italiano ucciso oggi da un'esplosione a Gaza Festambiente proietterà stasera, e per tutte le prossime serate dell'iniziativa in corso a Grosseto, "About Gaza" il documentario firmato dallo stesso Camilli con Pietro Bellorini che descrive la vita nella Striscia. Il documentario era stato girato a Gaza tre anni fa. E' quanto si legge in una nota con la quale Angelo Gentili e Rossella Muroni di Legambiente, esprimono "il cordoglio e la vicinanza alla famiglia del giovane videoreporter".

"Simone era un ricercatore della verità, una verità al servizio della responsabilità e dell'impegno - continua la nota -. Simone si trovava in quei territori solo per fare al meglio il suo mestiere, quello di informare perché si rendeva conto che conoscere le cose è il primo passo per cambiarle".

Il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras
"Una guerra sbagliata - non ci sono guerre giuste - ha portato il dolore fra di noi rendendola ancora più tremenda. Sono vicino a Pierluigi Camilli, rattristato, turbato, arrabbiato contro chi non cerca la pace per risolvere i problemi di due popoli". Così il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras, a proposito della morte di Simone Camilli, il report italiano rimasto ucciso in un'esplosione a Gaza insieme ad altre 4 persone. Marras, ricordando il Giardino dei Giusti, dove "trovano posto i nomi delle persone 'Giusti tra le nazioni' che hanno salvato anche un solo ebreo dalla Shoah", chiede "di essere Giusti e non farci soffrire. Anche una sola vita è importante, anche Simone era importantissimo e non doveva morire".

In lutto il Comune di Sorano
Tutte le iniziative previste oggi nell'ambito della Mostra Mercato saranno precedute da un minuto di raccoglimento per Simone e per tutti i morti della tragedia mediorientale. Per il sindaco Carla Benocci e il suo vice Pierandrea Vanni, vicini alla famiglia di Simone, il dramma di oggi "testimonia ancora una volta come sia assolutamente indeferibile trovare una soluzione vera e definitiva" per palestinesi e israeliani.

Andrea Manciulli, deputato Pd, presidente della Delegazione italiana alla NATO

Una "notizia terribile, una tragedia per tutti gli italiani" che "testimonia ancora una volta la gravità e la tragicità della situazione a Gaza e in tutto il Medio Oriente, dove troppe vittime innocenti hanno perso la vita a causa dei combattimenti". Così in una nota anche Andrea Manciulli, deputato Pd, presidente della Delegazione italiana alla NATO, ricorda Camilli. "Questa volta, come tante, troppe volte anche recenti, paga con la vita chi, in prima linea in tutti i conflitti, cerca di informarci su quello che sta succedendo: inviati di guerra, giornalisti, reporter come Simone, il cui lavoro è preziosissimo e fondamentale per noi tutti e per la libertà di stampa".

Il sindaco di Grosseto Bonifazi: una situazione paradossale
La morte di Simone è l'ennesima conseguenza di una situazione che è ormai paradossale e che vede gran parte della comunità internazionale nascondersi dietro un dito per non affrontare la realtà" ricorda il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi che cita la condanna di Papa Francesco per il fanatismo religioso perchè "il nome di Dio non può mai essere speso per giustificare una guerra"

 

Il cordoglio del Pd di Grosseto

Il Segretario Pd Grosseto, Barbara Pinzuti, esprime in proprio nome e a nome di tutto il Partito,  a Pier Luigi Camilli, alla sua famiglia e a tutta la Comunità di Pitigliano, le più sentite e sincere condoglianze per la tragica scomparsa del giovane Simone, stringendosi in un abbraccio che renda partecipe tutta la Maremma di questo grande dolore.

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