«La riforma della Costituzione, la fine del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero dei parlamentari, la cancellazione definitiva delle Province e del Cnel, oggi ha imboccato la via maestra con l'approvazione in prima lettura dell'aula.
Dopo trent'anni di convegni e proposte, il governo Renzi è riuscito a passare dalle parole ai fatti.
Un giovane presidente del consiglio e una giovanissima ministro hanno inserito nel sistema, abituato a ben altri ritmi, determinazione e voglia di dimostrare che la politica può e deve fare ciò che promette per recuperare credibilità e per far fare all'Italia quel passo indispensabile per ritornare ad essere competitiva e credibile in Europa e nel mondo» questo il commento della senatrice Laura Cantini, impegnata fino a ieri a palazzo Madama per l’approvazione di atti fondamentali per la stagione delle riforme.
«In Senato- continua Cantini- abbiamo lavorato quattro mesi sul testo del disegno di legge costituzionale, votato a grande maggioranza dall'aula. Per quanto mi riguarda, sono orgogliosa di aver fatto parte attiva del gruppo PD, affinché questa riforma non subisse, grazie ai soliti veti incrociati, un nuovo stop.
Abbiamo dimostrato così che i politici non sono tutti uguali, abbiamo mantenuto la promessa fatta agli italiani e ora siamo più credibili anche per i prossimi provvedimenti che il Paese aspetta da anni: le riforma del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione, della giustizia, del fisco e della competitività».
«A coloro che da sinistra ci hanno accusato di aver avviato una revisione della Costituzione frettolosa e sbagliata, ricordo solo il contenuto di un appunto che Nilde Iotti prese prima di intervenire ad un comizio a Piombino.
Era il 1979 e la presidente della camera scrisse: "basta con questo assurdo bicameralismo perfetto, basta con mille parlamentari (“quanti ne ha la Cina, ma loro sono un miliardo e trecento milioni”), federalismo istituzionalizzato trasformando il Senato in Camera delle regioni e dei poteri locali: perché il Senato non potrebbe essere come il Bundesrat tedesco?" A distanza di 35 anni conclude la senatrice è quello che abbiamo fatto».
Fonte: PD Empoli
