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Gianluca Rossetti, un chiropratico di Cerreto Guidi alle isole Lofoten

Gianluca Rossetti

Lasciare ingegneria per andare a studiare chiropratica in Inghilterra, pur non sapendo l'inglese. Se poi si aggiunge che adesso Gianluca Rossetti, 39 anni di Cerreto Guidi, vive in Norvegia alle Isole Lofoten, sopra il circolo polare artico, si capisce che questa settimana abbiamo intervistato non certo una persona dalle scelte convenzionali. Gianluca ha vissuto anche in Scozia e Sud America e durante la chiacchierata ci ha parlato, anche, delle differenze che incontra chi vuole aprire un'attività propria, in questo caso un ambulatorio.

LA SCHEDA

Nome: Gianluca

Cognome: Rossetti

Anni: 39

Cresciuto a: Cerreto Guidi

Studi: ITIS G. Ferraris di Empoli. Dopo tre anni di ingegneria, ha lavorato due anni come Assicurazione Qualità nell’azienda B.C.S. a Limite Sull’Arno. Nel 2001 è andato a Bournemouth (Inghilterra) a studiare chiropratica “perché in Italia non c'era. Dovendo imparare una lingua ho scelto l’inglese”.

Residenza e professione: Vive da due anni e mezzo insieme alla propria ragazza nelle isole Lofoten (Norvegia). Vive a Ballstad (800 abitanti) e lavora a Leknes (2600).

Precedenti esperienze all'estero: 2007/08 Scozia, 2009 sei mesi di volontariato in Sud America. Da maggio 2009 a dicembre 2011 ha vissuto di nuovo in Italia. A gennaio 2012 si è trasferito in Norvegia seguendo la propria ragazza, ma ogni tanto continua a venire in Italia, dove ha un ambulatorio che condivide con una collega e dove saltuariamente continua a lavorare. Torna circa una volta ogni due mesi.

La frase: Se uno mi da 100 euro in Inghilterra me ne entrano in tasca 80, in Norvegia 60, in Italia 30; e questo è scandaloso!

L'INTERVISTA

Innanzitutto spieghiamo a chi non lo sa cosa è la chiropratica?

La Chiropratica è quella Filosofia, Scienza e Arte che si occupa della relazione fra il Sistema Nervoso e la Colonna Vertebrale, e il conseguente ruolo che tale relazione ha nel recupero e nel mantenimento della Salute. Il Sistema Nervoso regola la Salute e il compito del chiropratico è quello di mantenerlo libero da interferenze, così da ristabilirne la comunicazione con tutto il corpo.  Spesso le persone si avvicinano alla chiropratica per risolvere vari sintomi, dolori, e problemi di salute, ma è importante chiarire che il chiropratico non fa altro che aiutare il corpo nel suo sorprendente processo di auto-guarigione.

Perché hai deciso di andare all'estero? 

Quando sono partito per la prima volta, nel 2007 per la Scozia, volevo innanzitutto avere l'opportunità di lavorare e di esplorare tutto quello che avevo studiato. Sia in Inghilterra che in Norvegia posso effettuare radiografie e prescrivere qualsiasi esame specialistico che ritenga opportuno, ed avere una interazione più diretta con altri servizi sanitari primari. Questo alcune volte facilita un migliore servizio ai miei clienti. All'epoca in Italia la figura del chiropratico non era riconosciuta dalla legge, lo fu con la finanziaria del 2008 del governo Prodi. Ultimo motivo che mi fece decidere di andare all’estero fu l’opportunità di lavoro presentatami da una mia amica. Nella sua clinica c’era tantissimo lavoro e questo mi permise di investire in corsi che mi avrebbero permesso di imparare cose nuove.

Però dopo un anno e mezzo sei tornato in Italia, perché?

Mi ero un po' rotto di stare in Scozia e volevo tornare in Italia per tornare a lavorare per conto mio. In questo senso ha inciso anche il mio carattere: io sono uno che spesso fa le cose per conto proprio.

E in Norvegia, sopra il circolo polare artico, come ci sei finito?

La mia ragazza è norvegese e quando ero in Scozia lavorava con me. Quando io lasciai la clinica per tornare in Italia lei rimase là altri due anni. Quindi decise di tornare in Norvegia; e dopo circa due anni l'ho raggiunta.

Se non ci fosse lei?

Molto probabilmente sarei ancora in Italia, o forse in Spagna o Inghilterra.

In base alla tua esperienza, che differenza c'è fra il mondo del lavoro italiano e quello estero? 

Il mio lavoro non cambia molto. L'unica vera differenza è che all'estero le persone sono molto più informate sulla chiropratica rispetto all'Italia. Io non ho mai pubblicizzato il mio lavoro, è sempre stato il passaparola a farmi conoscere. Le persone stanno meglio e automaticamente ne parlano con gli altri, che vengono da me a loro volta. Lavorare qua in Norvegia per certi aspetti mi ha aiutato, soprattutto all'inizio quando non lavoravo molto perché ero nuovo, le persone non mi conoscevano e inoltre c'era la barriera della lingua (che di fatto c'è anche adesso). In quel periodo io chiedevo alle persone se potevano rimanere di più; quando dicevano di sì mi sbizzarrivo su di loro facendo esperimenti e provando le cose studiate. In questo modo ho sviluppato un metodo di lavoro interessante e ho inventato una tecnica che rilascia in modo istantaneo tensioni anomale sul corpo, come cicatrici, noduli, contratture ecc. Questo mi mette un po' in subbuglio riguardo al futuro, perché voglio trasmettere queste scoperte ad altre persone, in modo da poter aiutare più gente a stare meglio. Per questo motivo però a volte ho la sensazione che questo posto inizia a starmi un po' stretto.

C'è un'altra differenza importante. In Italia è molto libera come professione, non c'è nessuna legislazione che ci inquadra e questo per certi aspetti facilita il nostro lavoro. In questo senso in Inghilterra è molto più complicato. In Norvegia invece, diciamo che c'è ancora buon senso. La cosa inaccettabile sono le tasse: se uno mi dà 100 euro in Inghilterra me ne entrano in tasca 80, in Norvegia 60, in Italia 30, e questo è scandaloso (senza paragonare ciò che si ha in cambio dallo Stato, ndr).

Cosa ti manca dell'Italia? 

La famiglia, l'espressività di essere con le persone e poter parlare italiano. Mi manca la spontaneità che avrei lavorando in Italia. Mi mancano anche il clima e la possibilità di muovermi facilmente essendo vicino a un aeroporto internazionale come Pisa. Mi manca il mare, perché qui siamo sul mare ma l'acqua è a 10 gradi di temperatura. Ho fatto il bagno una volta a Marzo, ma era una scommessa.

Il voto alla tua vita adesso e uno alla tua vita in Italia prima di partire.

Bella domanda. Se considero tutto, in Italia forse per alcuni aspetti migliore. La Norvegia offre tantissimo, ma vivere nelle isole Lofoten a spesso limita per la lontananza! Per tornare a casa e per muovermi in Europa devo prendere tre aerei! Se avessi qui un aeroporto che mi porta in due ore in tutta Europa la qualità della vita sarebbe la stessa e per alcuni aspetti forse anche meglio che in Italia.

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